Visualizzazione post con etichetta Salute. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Salute. Mostra tutti i post

Sempre più malattie croniche

Le malattie del benessere (die Zivilisationskrankheit, -en) come malattie (die Erkrankung, -en) del cuore o il diabete sono per i medici e per gli scienziati la maggiore sfida (die Herausforderung, -en) del futuro - non solo nei Paesi ricchi.

[Foto: un uomo morde (beißen, [beißt, –], biss, gebissen) un hamburger - malattie croniche a causa di cibi non sani]

Le malattie croniche hanno sopravanzato (ablösen, ablöste, abgelöst) le malattie infettive (die Infektionskrankheit, -en) come causa di morte (die Todesursache, –n) più frequente. Escludendo (außer) l'Africa, oggi nel mondo muoiono più persone di malattie come il diabete che di AIDS o malattie simili. Questa evoluzione è la conseguenza di uno stile di vita malsano, che si è diffuso (sich ausbreiten, ausbreitete, ausgebreitet) dall'Europa e dagli USA anche in altre regioni del mondo.

Cibo troppo salato (salzig), dolce, grasso, troppo poco movimento: le malattie croniche per lungo tempo sono state considerate come malattie del benessere (die Wohlstandskrankheit, -en) dei Paesi occidentali industrializzati. Ma anche in Africa i generi alimentari prodotti industrialmente sostituiscono (ersetzen, ersetze, ersetzt) i piatti tradizionali. Pekka Puska, presidente della World Heart Federation, dubita (zweifeln, zweifelte, gezweifelt) che le malattie croniche e il benessere siano correlati (zusammengehören, zusammengehörte, zusammengehört). Dato che anche in Europa si trovano persone con malattie del benessere soprattutto nelle fasce più povere.

L'80% di tutte le persone che muoiono oggi di malattie croniche vengono da Paesi dove i redditi variano dal poco al medio. Ma oltre al diabete e alle malattie cardiache c'è un altro gruppo di malattie croniche, che fino ad oggi (bislang) sono state sottostimate: le malattie mentali (die psychische Krankheit, -en). Ad esempio (beispielsweise) in tutto il mondo circa 150 milioni di persone soffrono di depressione. Molte malattie psichiche sono inoltre la causa di ulteriori malattie.

Alcune malattie del benessere potrebbero essere evitate (vermeiden, vermied, vermieden) per mezzo della prevenzione (die Prävention, -en). Lo studioso Peter Piot chiede che il problema sia risolto velocemente, perché, ad esempio, in Europa sono molti giovani già sovrappeso (übergewichtig). Suggerisce: "Bisogna dare degli incentivi (der Anreiz, -e),ad esempio pensare ad una tassa per cibi non sani, come esiste per l'alcol o il tabacco."

Testo originale: Deutsche Welle Top-Thema 9 novembre 2010

Mafia armena e Medicare

Banda armena accusata di frode al sistema sanitario statunitense

Agenti statunitensi hanno incriminato 73 persone di quello che dicono sia il più imponente tentatito di frodare il sistema sanitario del Paese. Si pensa che abbiano connessioni con la mafia armena.

[Foto: la maggior parte degli accusati sono stati arrestati a New York e Los Angeles]

L'atto di accusa (indictment) tinge un quadro con una influente (far-reaching) e potente rete criminale organizzata, che secondo il pubblico ministero (prosecutor) "supera di gran lunga (to put to shame) la mafia tradizionale".

Molti degli accusati sono membri di famiglie di origine armena. Avrebbero operato ("allegedly" = non è [ancora] provato) sotto la protezione di Armen Kazarian, un uomo descritto come uno tra i più importanti boss del crimine organizzato, ora in una prigione di Los Angeles.

Il gruppo è accusato di aver creato più di 100 clieniche fantasma diffuse in (spamming) 25 Stati americani, e di aver poi fatturato (to invoice) lo Stato per cure che non erano mai state effettuate.

Gli investigatori hanno scoperto prove di false fatturazioni per 163 milioni di US$ nei confronti di Medicare, il programma assicurativo federale per gli anziani. I pubblici ministeri affermano che è la più imponente frode mai commessa da una singola entità criminale nei confronti di Medicare, aggiungendo che l'intera relazione dottore-paziente era un "miraggio".

Agenti dell'FBI hanno arrestato 52 persone mercoledì. Un totale di 73 presunti (alleged) membri della banda sono stati incriminati per associazione a delinquere (racketeering) e reati connessi. Nell'atto di accusa (indictment) si afferma che parte dei profitti (proceeds) dell'operazione venivano fatti rientrare in Armenia in contanti.

Testo originale: BBC Words in the News 15 ottobre 2010

La NASA e i minatori cileni

Aiuto dalla NASA ai minatori cileni intrappolati

Esperti dell'agenzia spaziale americana NASA dovrebbero arrivare oggi alla miniera di rame in Cile, dove 33 minatori sono ancora intrappolati sottoterra. Gli esperti consiglieranno il governo cileno su come supportare i minatori fino a quando saranno salvati.

[Foto: 33 minatori sono intrappolati sottoterra]

La squadra della NASA - un dottore, un nutrizionista, un ingegnere e uno psicologo - hanno un'ampia esperienza di missioni spaziali. Sono abituati ad aiutare gli astronauti ad affrontare le condizioni estreme e i mesi di solitudine.

I minatori che aiutano stanno riprendendo le forze. Più tardi potranno mangiare il loro primo pasto caldo in 26 giorni. Fino ad ora, i medici hanno dato loro bevande ad alto contenuto proteico e intergratori alimentari.

Nuovi spezzoni video degli uomini sono stati mostrati martedì alla televisione cilena. Sembrano in miglior salute e più allegri che nei precedenti video.

L'azienda che possiede la miniera ha chiesto di essere perdonata dai parenti dei minatori, molti dei quali l'hanno accusata di aver ignorato le linee guida di sicurezza. L'azienda ha rigettato le accuse ma ha descritto il dramma in corso nella miniera di San Jose come "una terribile situazione".

Mentre i soccorritori cercano di raggiungere gli uomini là sotto con uno scavo, c'è anche una preoccupazione per i colleghi che sono sopra, quelli che sono stati abbastanza fortunati da scappare al crollo della roccia ma non hanno potuto lavorare per quasi un mese.

L'azienda ha pagato i loro stipendi fino alla fine di agosto, ma si dice che sia sull'orlo della bancarotta. Il governo dice che sta aiutando i minatori a trovare nuovi lavori.

Testo originale: BBC Words in the News 1 settembre 2010

NASA to help trapped Chilean miners

Experts from the U.S. space agency NASA are due to arrive today at the copper mine in Chile, where 33 miners are still trapped underground. The experts will advise the Chilean government on how to support the miners until they are rescued.

[Photo: 33 miners are trapped underground]

The NASA team -- a doctor, a nutritionist, an engineer and a psychologist - have a wealth of experience of space missions.
  • nutritionist: person who advises on what food to eat to be healthy
  • a wealth of experience: a wide range of or significant experience
They're used to helping astronauts cope with extreme conditions and months of solitude.
  • solitude: time spent alone
The miners they're here to help are gaining in strength.
  • gaining in strength: getting stronger; building up
Later they're due to eat their first hot meal in 26 days. Until now, medics have been giving them high protein drinks and dietary supplements.
  • high protein drinks: drinks which contain lots of protein; protein is needed by the body and is found in meat, fish and eggs
  • dietary supplements: tablet or powder with extra vitamins and minerals taken in addition to what a person eats and drinks
New video footage of the men was shown on Chilean state television on Tuesday. They seemed healthier and more cheerful than in previous videos.

The company that owns the mine has asked for forgiveness from the miners' relatives, many of whom have accused it of ignoring safety guidelines. The firm denies the accusations, but described the unfolding drama at the San Jose mine as "a terrible situation".
  • accusations: claims something wrong or illegal has been done
  • unfolding drama: developing crisis or situation
While the rescuers attempt to drill down to the men, there's also concern for their colleagues up above, who were fortunate enough to escape the rock collapse, but who haven't been able to work for nearly a month.
  • fortunate: lucky
The company paid their wages until the end of August, but is rumoured to be on the verge of bankruptcy.
  • on the verge of bankruptcy: almost out of money to pay bills or debts
The government says it's helping the miners to find new jobs.

La lotta contro Ebola

Gli scienziati che stanno sviluppando un medicinale per trattare il virus Ebola hanno ottenuto il permesso di testarlo su umani. Autorità degli Stati Uniti hanno approvato limitati processi clinici dopo che il trattamento ha mostrato di essere efficace nelle scimmie.

[Foto: il nuovo medicinale ha curato Ebola nel 60% delle scimmie controllate]

Ebola è perfino più mortale nelle scimmie che negli uomini. Se ne vengono affette, muoiono. Ma nei test il nuovo trattamento ne ha curato il 60%. Si è anche dimostrato efficace al 100% nel trattamento dello strettamente correlato virus Marburg. La speranza è che questi risultati siano replicati o anche migliorati quando il medicinale sia somministrato agli umani.

Ebola ha ucciso circa 1200 persone da quando è stato scoperto nella metà degli anni 70 in Zaire, ora Repubblica Democratica del Congo. Per ora le epidemie sono state limitate all'Africa dove si pensa che sia veicolato dai pipistrelli della frutta.

Ebola può essere trasmesso per mezzo del contatto con liquidi corporei. I sintomi includono nausea e vomito, con le vittime che soffrono perdite di sangue interne e malfunzionamento degli organi prima di morire. L'alto tasso di mortalità del virus ha causato paure che possa essere usato dal bioterrorismo.

Il finanziamento della ricerca su Ebola si è impennato negli Stati Uniti dopo gli attacchi dell'undici settembre 2001. Il nuovo trattamento è stato sviluppato dall'Istituto per la Ricerca Medica dell'Esercito Americano per le Malattie Infettive, in collaborazione con una azienda privata chiamata AVI-BioPharma. Dettagli della ricerca sono disponibili nella rivista scientifica Nature Medicine.

Testo originale: BBC Words in the News 23 agosto 2010

Ebola drug to be tested on humans

Scientists developing a drug to treat the Ebola virus have been given permission to test it on humans. Authorities in the United States approved limited clinical trials after the treatment was shown to be effective in monkeys.
  • treatment: remedy or cure
[Photo: The new drug cured Ebola in 60% of rhesus monkeys tested.]

Ebola is even more deadly to monkeys than humans. If they get it they die. However in tests, the new treatment cured 60% of them. It also proved 100% effective in dealing with the closely-related Marburg virus. The hope is that these results will be replicated or even bettered when the drug is given to humans.
  • replicated: repeated in exactly the same way

Ebola has killed around 1,200 people since it was discovered during the mid-1970s in Zaire, now the Democratic Republic of Congo. So far, outbreaks have been limited to Africa where it's thought to be carried by fruit bats.
  • outbreaks: sudden occurrences of a disease

Ebola can be transmitted through contact with bodily fluids.
  • transmitted: passed from one person to another
  • bodily fluids: liquids produced by the human body, such as blood or saliva
Symptoms include nausea and vomiting, with victims suffering internal bleeding and organ failure before they die.
  • symptoms: indications of a disease
  • nausea: sick feeling, like you are about to vomit
The virus's high mortality rate has led to fears that it could be used in bioterrorism.
  • mortality rate: number of deaths caused by the disease
  • bioterrorism: acts of political violence using harmful substances such as diseases or bacteria

Funding for research into Ebola was stepped up in the United States following the attacks of September 11th 2001. The new treatment has been developed by the US Army Medical Research Institute of Infectious Diseases, along with a private company called AVI-BioPharma.
  • infectious diseases: illnesses that are passed on easily from person to person
Details of the research appear in the science journal Nature Medicine.

Inchiesta sulla carne clonata

L'Agenzia per gli Standard Alimentari (FSA) inglese sta per aprire un'inchiesta dopo che si è scoperto che carne da mucche clonate è stata usata nella produzione di cibo senza una adeguata autorizzazione.

[Foto: è stata mangiata carne da mucche clonate]

I pochi studi che sono stati fatti su carne e latte da animali clonati hanno mostrato che non sono nutrizionalmente differenti da quelli di animali normali. Ma la sensazione nelle agenzie per il controllo del cibo in Europa è che non è stata fatta abbastanza ricerca e finché non se ne sa di più il cibo clonato dovrebbe essere trattato come cibo insolito. Questo richiede che ogni fornitore ottenga un'autorizzazione specifica per vendere prodotti da animali clonati.

La FSA ha iniziato una investigazione dopo affermazioni secondo cui un allevatore inglese avrebbe ammesso di vendere latte da una mucca che è stata generata da un clone. Questa inchiesta è ancora in corso - anche se l'ente dell'industria casearia inglese, DairyCo, ha detto di essere "confidente" che tale latte non è entrato nella catena alimentare umana.

Comunque, giovedì, l'agenzia ha emesso una nota in cui si dice che sono stati identificati due tori nati nel Regno Unito da embrioni raccolti da una mucca clonata negli Stati Uniti. Entrambi i tori sono stati macellati - e la carne di uno di essi è stata mangiata.

Aziende biotecnologhe americane stanno clonando animali che danno un'alta resa di carne e latte - perché siano usati come animali da riproduzione. Con la crescita del mercato negli USA sarà difficile che le autorità per la sicurezza alimentare riescano a regolamentare l'esportazione di embrioni da animali clonati agli allevatori in Europa.

Testo originale: BBC Words in the News 4 agosto 2010

Cloned meat inquiry
  • cloned: animals or plants produced artificially from a single cell, so that they are exact copies of another plant or animal

[Photo: Meat from cloned cows has been eaten]

The British Food Standards Agency is to open an inquiry after it emerged that meat from cloned cows had been used in food production without proper authorisation.

The few studies that have been carried out on meat and milk from cloned animals have shown that it's no different nutritionally to that of normal animals. But the feeling among food safety agencies in Europe is that there hasn't been enough research, and until more is known cloned food should be treated as a novel food. That requires any supplier to get specific authorisation to sell produce from cloned animals.
  • novel: unique or unusual

The FSA began an investigation after claims that a British farmer had admitted selling milk from a cow that was the offspring of a clone. That inquiry is still going on – although the UK dairy industry body, DairyCo, has said it is "confident" no such milk entered the human food chain.
  • offspring: children
  • food chain: feeding relationship where one animal eats another animal, or the produce of another animal

However, on Tuesday, the agency issued a statement saying it had identified two bulls born in the UK from embryos harvested from a cloned cow in the US. Both bulls had been slaughtered - meat from one of them had been eaten.
  • embryos: very young animals that have not yet fully developed before birth
  • harvested: gathered
  • slaughtered: killed (usually for food)

American biotechnology companies are cloning animals that give high yields of meat and milk - to use as breeding stock. As the industry grows in the US it'll be hard for food safety authorities to police the export of embryos from cloned animals to farmers in Europe.
  • biotechnology: a branch of biology that uses living creatures to provide chemicals, food and products for humans
  • high yields: large profits or returns
  • breeding stock: in farming, animals that are kept specifically to reproduce

Niente paura per l'aglio

L'aglio è sempre più apprezzato in Germania. Nessuna sorpresa: è saporito, è salutare e si può comprare tutto l'anno. La maggior parte dell'aglio arriva in Germania dalla Cina.

[Foto: svariati bulbi di aglio - il bulbo salutare]

Mentre fuori comincia lentamente a fare chiaro, nel mercato all'ingrosso di Colonia l'attività già ferve. Frutta e verdura viene trasportata sulle bancarelle - tra l'altro c'é anche aglio. Dilaver Keskin è un venditore. Da lui comprano grossisti di verdure e proprietari di ristoranti le loro merci e ingredienti. Diversamente dalle fragole e dagli asparagi, l'aglio non è una merce stagionale. Keskin lo offre tutto l'anno.

L'aglio cresce certamente anche negli orti tedeschi, eppure l'aglio bianco sulla bancarella di Keskin ha già un lungo viaggio dietro di sè. Le cassette arrivano dalla Francia, Spagna, Italia e Argentina. Ma la gran parte dell'aglio viene prodotto - a prezzi bassi - in Cina: nel 2009 hanno passato i confini tedeschi 18.000 tonnellate di aglio.

I dati raccolti mostrano che nelle case dei paesi esteri viene usato circa il doppio dell'aglio che nelle case tedesche. Ma anche dai tedeschi l'aglio è sempre più apprezzato. Ce lo può confermare Jürgen Keller. È da 30 anni cuoco e capocucina di un ristorante. Spiega: "la paura che l'aglio abbia un odore troppo intenso se n'é andata. Oggi possiamo usare l'aglio anche in ambito business [...] cosa che era dieci o quindici anni fa era poco probabile".

Il meglio è che l'aglio non solo ha un buon sapore ma è anche salutare. Ad esempio fa bene al cuore. Per questo lo si trova perfino in compresse - in farmacia o al supermercato. E per quelli che sono sempre scettici, Jürgen Keller ha un consiglio: "usate sempre aglio fresco, non importa se crudo o cotto, perché in questo modo il gusto è più piacevole".

Testo originale: Deutsche Welle Top-Thema 11 maggio 2010

Keine Angst vor Knoblauch
  • der Knoblauch, –e: Pflanze, die intensiv riecht und oft als Gewürz benutzt wird
Knoblauch wird in Deutschland immer beliebter. Kein Wunder: Er schmeckt, er ist gesund und man kann ihn das ganze Jahr über kaufen.
  • etwas ist kein Wunder: etwas ist klar und logisch
Die größte Menge Knoblauch bekommt Deutschland aus China.

[Foto: Mehrere Knollen Knoblauch - Die gesunde Knolle]
  • die Knolle, –n: der runde, dicke Teil einer Pflanze, aus dem die Wurzeln wachsen; hier: der Knoblauch
***
Während es draußen erst langsam hell wird, ist im Kölner Großmarkt schon einiges los.
  • es ist einiges los: viele Menschen sind sehr beschäftigt
Obst und Gemüse wird zu den Ständen transportiert – unter anderem auch Knoblauch.
  • der Stand, Stände: ein Tisch, auf dem die Waren liegen, die verkauft werden
Dilaver Keskin ist Verkäufer. Bei ihm kaufen Gemüsehändler und Restaurantbesitzer ihre Waren und Zutaten.
  • der Händler, - / die Händlerin, –nen: jemand, der Waren kauft und wieder verkauft
  • die Zutat, –en: etwas, das man braucht, um ein Gericht zu kochen
Anders als Erdbeeren oder Spargel ist Knoblauch keine Saisonware.
  • der Spargel, –: Gemüse, das die Form von weißen oder grünen Stangen hat
Keskin bietet ihn das ganze Jahr über an.
***
Knoblauch wächst zwar auch in deutschen Gärten, doch die weißen Knollen an Keskins Stand haben schon eine weite Reise hinter sich.
  • eine weite Reise hinter sich haben: von weit her kommen
Die Kisten stammen aus Frankreich, Spanien, Italien und Argentinien.
  • die Kiste, -n: der Kasten
Aber die größte Menge Knoblauch wird – zu niedrigen Preisen – in China produziert:
  • niedrig: billig
2009 wurden 18.000 Tonnen Knoblauch über die deutsche Grenze gebracht.
***
Erhebungen zeigen, dass in einem Ausländerhaushalt etwa doppelt so viel Knoblauch wie in einem deutschen Haushalt verwendet wird.
  • die Erhebung, –en: das Sammeln von Informationen, z. B. durch eine Befragung
Trotzdem wird Knoblauch auch bei den Deutschen immer beliebter. Das kann Jürgen Keller bestätigen.
  • bestätigen, bestätigte, bestätigt: confermare
Er ist seit 30 Jahren Koch und Küchenchef eines Restaurants.
  • der Koch, Köche / die Köchin, –nen: jemand, der für ein Restaurant Speisen zubereitet
Er erzählt: "Die Angst, nach Knoblauch zu riechen, ist gewichen.
  • jemand riechen, roch, gerochen nach etwas: jemand hat den Geruch von etwas
    • der Geruch, Gerüche: odore
  • weichen, wich, gewichen: weggehen
Wir können heute auch im Business-Bereich [...] viel Knoblauch einsetzen, was vor zehn, fünfzehn Jahren kaum möglich war."
  • im Business-Bereich: im Beruf
  • einsetzen (setzt, –), einsetze, eingesetzt: usare
***
Das Beste ist: Knoblauch schmeckt nicht nur, sondern er ist auch gesund. Er ist zum Beispiel gut für das Herz. Daher findet man ihn sogar – ob in der Apotheke oder im Supermarkt – in Tablettenform. Und für die, die immer noch skeptisch sind, hat Jürgen Keller noch einen Tipp: "Immer frischen Knoblauch verwenden, egal ob roh oder gebraten, denn dann ist der Geruch deutlich angenehmer."
  • skeptisch sein: an etwas zweifeln

La storia del barattolo

I primi barattoli per conserve sono stati inventati duecento anni fa. Hanno reso il cibo durevole e trasportabile a piacimento. Artisti come Andy Warhol hanno persino reso memorabile il barattolo.

[Foto: barattoli Campell's - Andy Warhol ha perfino fatto arte da scatolette]

Alla fine del diciottesimo secolo Napoleone offrì un grosso premio in denaro per lo scienziato che avesse reso i generi alimentari durevoli. A quei tempi carne, frutta e verdura ammuffivano rapidamente. I soldati morivano più a causa di cibi avariati che per l'uso delle armi. Il cuoco parigino Nicolas Appert scoprì che i cibi potevano essere sterilizzati passandoli ad alte temperature e quindi conservati sottovuoto. Per la conservazione erano usati a quei tempi bottiglie di vetro.

Il britannico Peter Durand portò infine il cibo nelle scatolette metalliche e brevettò il barattolo di conserve il 25 aprile 1810. Ma prima che venisse inventato l'apriscatole ci volle ancora quasi mezzo secolo. In ogni modo, il nuovo sistema di conservazione era inizialmente riservato solo ai ricchi e ai militari: a quei tempi una azienda artigiana poteva produrre solo un barattolo all'ora.

Col miglioramento della tecnologia iniziò il successo della scatola di conserve. La produzione crebbe, nell'anno 1900 nei soli Stati Uniti vennero prodotti più di 700 milioni di barattoli. Lo scrittore britannico George Orwell era perfino dell'opinione che la prima guerra mondiale non avrebbe potuto aver luogo senza le scatolette. L'artista della pop-art Andy Warhol negli anni sessanta la rese memorabile: dipinse e stampò tutti i 32 tipi di barattoli per zuppa della Campbell's.

Non conta se frutta o verdura - le scatolette sono state le pioniere della cultura del fast-food. Anche se nel frattempo il cibo congelato fa concorrenza alla scatoletta, i vantaggi del barattolo sono apprezzati anche dopo duecento anni perché la scatola di conserve fa sì che sia possibile che i prodotti esotici durino a lungo e siano sempre a portata di mano.

Testo originale: Deutsche Welle Top-Thema 4 maggio 2010

Die Geschichte der Konservendose
  • die Konservendose, –n: eine Blechdose, in der Essen haltbar bleibt
Vor 200 Jahren wurden die ersten Konservendosen erfunden.
  • erfinden, erfand, erfunden: inventare
Sie machten Essen beliebig lange halt- und transportierbar.
  • beliebig lange: so lange, wie man will
  • haltbar: durevole
Sogar Künstler wie Andy Warhol setzten der Dose ein Denkmal.
  • einer Sache ein Denkmal setzen (setzt, –), setzte, gesetzt: dafür sorgen, dass etwas nicht vergessen wird
[Foto: Campell's Konservendosen - Andy Warhol machte sogar Kunst aus der Dose]
***
Ende des 18. Jahrhunderts bot Napoleon einen hohen Geldpreis für den Wissenschaftler, dem es gelang, Lebensmittel haltbarer zu machen.
  • bieten, bot, geboten: offrire
  • gelangen, gelangte, gelangt zu: bekommen
Fleisch, Obst oder Gemüse waren damals schnell verschimmelt.
  • etwas verschimmeln, verschimmelte, verschimmelt: schlecht werden, so dass man es nicht essen kann (z. B. Brot, Marmelade usw.)
Soldaten starben eher an schlechter Ernährung als durch Waffengewalt. Der Pariser Koch Nicolas Appert entdeckte, dass Nahrungsmittel durch Erhitzen sterilisiert und anschließend unter Luftabschluss konserviert werden konnten.
  • etwas erhitzen, erhitzte, erhitzt: etwas sehr heiß machen
  • etwas sterilisieren, sterilisierte, sterilisiert: Lebensmittel von Bakterien befreien
  • anschließend: danach
  • unter Luftabschluss: so, dass keine Luft mehr in der Dose ist
  • etwas konservieren, konservierte, konserviert: etwas haltbar machen
Zur Konservierung benutzte er damals Glasflaschen.
***
Der Brite Peter Durand brachte schließlich das Essen in die Blechdose und ließ sich die Konservendose am 25. April 1810 patentieren.
  • der Brite, -n: britannico
  • etwas patentieren lassen: seine eigene Erfindung durch Anmeldung in einem staatlichen Verzeichnis schützen
Bis zur Entwicklung des Dosenöffners dauerte es allerdings fast noch ein halbes Jahrhundert.
  • der Dosenöffner, –: ein Gerät, mit dem man Dosen öffnen kann
Die neue Konservierungsmethode war zunächst sowieso nur den Reichen und dem Militär vorbehalten:
  • zunächst: inizialmente
  • etwas jemandem vorbehalten (behältst, behält), vorbehielt, vorbehalten: etwas nur für jemanden bestimmen sein
Zur damaligen Zeit konnte ein Handwerksbetrieb pro Stunde nur eine Dose herstellen.
  • der Handwerksbetrieb, -e: azienda artigiana
***
Mit der zunehmenden Technisierung begann der Erfolg der Konservendose.
  • zunehmend: immer mehr
  • die Technisierung: das Zunehmen technischer Industrie in einem Land
Die Produktion wuchs, im Jahr 1900 wurden allein in den USA über 700 Millionen Dosen hergestellt. Der britische Schriftsteller George Orwell war sogar der Meinung, dass der erste Weltkrieg ohne die Konservendose so nicht stattgefunden hätte. Der Pop-Art-Künstler Andy Warhol hat ihr in den 60er Jahren sogar ein Denkmal gesetzt:
  • die Pop-Art: eine Kunstrichtung der 1950er Jahre, die vor allem Gegenstände und Personen aus der Alltagskultur abbildet
    • abbilden, abbildete, abgebildet: darstellen
Er malte und druckte alle 32 Sorten von Campbell's Dosensuppen.
***
Egal ob Obst oder Gemüse – die Dosen waren die Pioniere der Fast-Food-Kultur.
  • der Pionier, -e / die Pionierin, –nen: eine Person, die etwas als Erste macht
Auch wenn die Tiefkühlkost der Dose mittlerweile Konkurrenz macht, die Vorteile der Büchse sind auch nach 200 Jahren geblieben, denn:
  • die Tiefkühlkost _: Essen, das eingefroren wurde, um länger haltbar zu sein
  • einer Sache Konkurrenz machen: ähnlich erfolgreich sein wie eine Sache
  • die Büchse, -n: die Konservendose
Die Konservendose ermöglicht es, auch die exotischsten Produkte lange haltbar zu machen und immer verfügbar zu haben.
  • exotisch: so, dass etwas aus fernen Ländern kommt, außergewöhnlich
  • verfügbar: so, dass etwas immer da ist

La mano intelligente

Da molto tempo gli scienziati cercano una soluzione per le percose a cui manca una mano. Adesso viene provata una mano che si muove con la sola forza del pensiero.

[Foto: due mani: una vera e una protesi - finora le protesi di mani non sono state un granché]

La mano dell'uomo ha 27 ossa, 22 giunture e 33 muscoli. L'uomo usa le sue mani per mangiare, scrivere, lavorare, lavare ... in breve: per tutto quello che appartiene alla quotidianetà. Ma ci sono anche persone che hanno perso una mano in un incidente, per una malattia o non l'hanno dalla nascita. E per loro fino ad oggi non si è trovato un sostituto equivalente.

Naturalmente ci sono protesi, ma queste funzionano più male che bene: sono spetto troppo pesanti, le dita non si muovono e non sembrano naturali. Ma attualmente sono sviluppate procedure con le quali i muscoli del braccio sono usati per muovere la protesi di una mano. Ricercatori lavorano a un modo il più possibile naturale per una connessione tra il paziente e la mano artificiale. Sperano che la protesi possa essere mossa con la sola forza del pensiero.

Pierpaolo Petroziello è pronto per un primo tentativo con una nuova protesi intelligente. Sottolinea: "sono sicuro di poter aiutare con questo molte persone a cui mancano entrambe le mani o le braccia. Perché questa è davvero una situazione difficile". Nel tentativo gli verranno impiantati due elettrodi direttamente nei suoi nervi del braccio. In questo modo dovrebbe stabilirsi una connessione diretta con la protesi.

Ha funzionato: poco dopo l'operazione il giovanotto ha potuto controllare i movimenti della protesi. E ha potuto perfino sentire la mano: ha detto che ha sentito come se qualcuno gli stringesse la mano. Ma nel complesso ha trovato che il movimento della mano artificiale per mezzo del solo pensiero focalizzato sia molto faticoso. Probabilmente ci vorranno ancora alcuni anni prima che questo sviluppo venga perfezionato - ma si è iniziato.

Testo originale: Deutsche Welle Top-Thema 27 aprile 2010

Die intelligente Hand

Schon lange sucht die Wissenschaft nach einer Lösung für Menschen, denen eine Hand fehlt. Jetzt wurde eine künstliche Hand getestet, die sich allein durch die Kraft der Gedanken bewegen lässt.
  • etwas testen, testete, getestet: ausprobieren, ob etwas funktioniert
  • sich bewegen, bewegte, bewegt: muoversi
[Foto: Zwei Hände: eine echte und eine Prothese - Bisher eher schlecht als recht: Handprothesen]
  • die Prothese, -n: das künstliche Körperteil
  • eher schlecht als recht: nicht besonders gut
***
Die menschliche Hand hat 27 Knochen, 22 Gelenke und 33 Muskeln.
  • der Knochen, –: ossa
  • das Gelenk, –e: die Stelle, an der zwei Knochen miteinander verbunden sind
Der Mensch nutzt seine Hände zum Essen, Schreiben, Arbeiten, Waschen ... kurz: für alles, was seinen Alltag ausmacht.
  • etwas ausmachen, ausmachte, ausgemacht: etwas gehört zu etwas
Doch es gibt auch Menschen, denen eine Hand durch einen Unfall, eine Krankheit oder schon seit ihrer Geburt fehlt. Und für sie wurde bis heute noch kein gleichwertiger Ersatz gefunden.
  • gleichwertig: so, dass es genauso gut funktioniert wie etwas anderes
  • der Ersatz, –: das Hilfsmittel; das, was man an Stelle einer Sache benutzt, die fehlt
***
Natürlich gibt es Prothesen, doch diese funktionieren eher schlecht als recht: Sie sind oft zu schwer, die Finger lassen sich nicht bewegen, und sie sehen nicht natürlich aus. Inzwischen werden aber Verfahren entwickelt, bei denen die Muskeln im Arm genutzt werden, um eine Handprothese zu steuern.
  • das Verfahren, –: procedura
  • etwas steuern, steuerte, gesteuert: die Bewegung von etwas bestimmen
Forscher arbeiten an einer möglichst natürlichen Art der Verbindung zwischen Patient und Kunsthand.
  • der Forscher, - / die Forscherin, –nen: der/die Wissenschaftler/in; jemand, der wissenschaftlich arbeitet
  • der Patient, -en / die Patientin, –nen: jemand, der von einem Arzt behandelt wird
  • die Kunsthand, Kunsthände: die (Hand-)Prothese
Sie hoffen, dass sich die Prothese allein mit der Kraft der Gedanken bewegen lässt.
***
Pierpaolo Petroziello stellte sich für einen ersten Versuch mit der neuen intelligenten Handprothese zur Verfügung.
  • sich zur Verfügung stellen: bereit sein, etwas zu tun
Seine Hand musste nach einem Verkehrsunfall amputiert werden.
  • etwas amputieren, amputierte, amputiert: ein Körperteil durch eine Operation entfernen
Er betonte: "Ich bin sicher, damit vielen Menschen helfen zu können, denen beide Hände oder beide Arme fehlen. Denn das ist wirklich eine schwierige Situation." Bei dem Versuch wurden ihm zwei Elektroden direkt in seine Armnerven eingesetzt.
  • die Elektrode, –n: Metallstück, durch das Strom läuft
  • der Nerv, -en: eine durch den Körper verlaufende Bahn, über die Informationen wie z. B. Schmerz vom Körper zum Gehirn und umgekehrt gesendet werden
So sollte eine direkte Verbindung zur Prothese hergestellt werden.
***
Es funktionierte: Schon kurz nach der Operation konnte der junge Mann kontrollierte Bewegungen mit der Prothese machen. Und er konnte die Hand sogar spüren:
  • spüren, spürte, gespürt: fühlen
Er sagte, dass es sich so anfühlt, als ob ihm jemand die Hand drückt.
  • sich anfühlen, anfühlte, angefühlt wie: das Gefühl von etwas ist wie
Doch insgesamt empfand er das Bewegen der Kunsthand allein über das konzentrierte Denken als sehr anstrengend.
  • empfinden, empfand, empfunden: sentire
  • anstrengend: ermüdend
Wahrscheinlich wird es noch einige Jahre dauern, bis die Entwicklung ausgereift ist – doch der Anfang ist gemacht.
  • etwas ausreifen, ausreifte, ausgereift: etwas entwickeln sich und werden besser

I tedeschi amano il Döner

Sempre più, oltre currywurst e hamburger, molti tedeschi mangiano (greifen, griff, gegriffen zu) volentieri Döner Kebab. La specialità turca a base di pane, carne, verdura e salsa è più amata che mai (beliebter denn je) in Germania.

[Foto: una mano tiene un Döner - veloce e subito pronto]

Circa 65000 persone lavorano in Germania in 15000 chioschi (die Bude, –n) di Döner e in 200 centri di produzione (die Produktionsstätte, –n) di carne per Döner. Il mercato del Döner raggiunge annualmente un giro d'affari di circa 2,5 miliardi di euro. Tarkan Tasyumruk, presidente dell'unione dei produttori di Döner turco in Europa, sa che la Germania guadagna un miliardo di euro solo da questi 2,5 miliadi di euro dalla esportazione di carne per il Döner negli altri Paesi dell'UE.

In contrasto alla sua nomea (der Ruf, –e) di grassezza il Döner è, in confronto a (im Vergleich zu) a molti altri snack da fastfood, perfino salutare. Gül Scherzo, dipendente di una cassa malattia tedesca, lo può confermare (bestätigen, bestätigte, bestätigt). Un Döner di pura carne di vitello, con pane, verdura e insalata è, ci spiega, un alimento (die Ernährung _) bilanciato (ausgewogen) per una pausa (für zwischendurch). E aggiunge (hinzufügen, hinzufügte, hinzugefügt) ridendo: "in ogni caso molto meglio di currywurst con patatine fritte!"

Tarkan Tasyumruk pensa che il Döner in Germania sia mangiato più da tedeschi che da turchi. "Penso che il Döner abbia così successo in Germania perchè viene preparato velocemente (schnell gehen) e nonostante ciò è fresco. Viene preparato (zubereiten, zubereitete, zubereitet) sotto gli occhi del cliente, e il cliente può determinarlo (gestalten, gestaltete, gestaltet) individualmente - queste sono caratteristiche (das Merkmal, -e) che sono molto importanti in Germania".

Si dice che il primo chiosco per Döner venne aperto 40 anni fa alla stazione dello zoo di Berlino. Ma nessuno lo sa per certo. Nella primavera 2010 si è tenuta in Berlino persino la prima fiera del Döner, il cui presidente è Tasyumruk. Dichiara con orgoglio: "il prodotto è proprio nato in Turchia, ma è stato progettato qui per la prima volta nella forma in cui è oggi. Il Döner è perciò realmente un prodotto dell'integrazione". Una cosa è certa (feststehen, feststand, feststanden): da nessuna parte (nirgends) al mondo vengono mangiati oggi così tanti Döner come in Germania - nemmeno (nicht einmal) in Turchia.
***
Deutsche Welle Top-Thema 13 aprile 2010.

Orario estivo e orario invernale

Due volte all'anno l'orario cambia (umstellen, umstellte, umgestellt): in estate un'ora in avanti, in inverno una indietro. Il cambiamento di orario (die Zeitumstellung, –en) venne introdotto (einführen, einführte, eingeführt) per risparmiare energia. Oggi ci si chiede quanto abbia davvero senso (sinnvoll sein).

[Foto: un uomo è di fronte a un orologio molto grande e cambia l'ora - prima si doveva regolare ogni orologio a mano]

C'è il cambiamento di orario in tutti i Paesi dell'Unione Europea. I tedeschi regolano i loro orologi dal 6 aprile 1980. A quel tempo si introdusse il cambiamento di orario perchè si pensava che quando a sera fosse chiaro più a lungo si sarebbe usata meno energia per la luce. A quel tempo tutti gli orologi furono regolati a mano. Per questo furono all'opera (im Einsatz) più di 2000 persone in tutta la Germania. Solo per gli orologi delle stazioni ferroviarie ci fu bisogno di 600 dipendenti della ferrovia.

Sin dall'inizio (von Anfang an) ci furono molti critici: gli insegnanti temevano (befürchten, befürchtete, befürchtet) che i loro scolari a causa del cambio di tempo perdessero dormendo troppo (verschlafen [verschläfst, verschläft], verschlief, verschlafen) la prima ora di lezione. I contadini si preoccupavano (sich Sorgen machen) che le loro mucche dessero meno latte. E i biologi avvertono ancora oggi dei pericoli per la salute e gli effetti collaterali del cambiamento di tempo.

Till Roenneberg dell'università di Monaco spiega: "Dobbiamo semplicemente sapere che tutto quello che ci succede (ablaufen [läufst, läuft], ablief, abgelaufen) nel corpo è regolato (steuern, steuerte, gesteuert) da un tempo interno che non si lascia cambiare facilmente". Secondo Roennenberg, il cambiamento di orario porta in primavera a un mini-jetlag collettivo. La conseguenza: stanchezza (die Müdigkeit, -) e disturbi della concentrazione (die Konzentrationsstörung, –en), un maggior numero di incidenti di macchina e visite dal medico.

Al giorno d'oggi si è dimostrato falso (widerlegen, widerlegte, widerlegt) che il cambio di orario faccia risparmiare energia: davvero si usa un po' meno energia alla sera per la luce, ma in cambio al mattino si riscalda anche di più. Perciò, complessivamente (unterm Strich), il cambiamento di orario addirittura aumenta (erhöhen, erhöhte, erhöht) il consumo di energia. Quello che rimane è il vantaggio nella (das Plus an) qualità della vita. Non cambia se nella birreria , al mare, o al barbeque (die Grillparty, -s): molti si sono abituati nel fratempo alle serate estive più lunghe.
***
Deutsche Welle Top-Thema 30 marzo 2010.

Immondizia galleggiante

La plastica è usabile facilmente e in molti modi. Ma purtroppo è anche quasi indistruttibile (unzerstörbar) e piena di sostanze dannose (der Schadstoff, -e) e, al giorno d'oggi, un rischio per i mari del mondo. Questo ha effetti anche sulle persone.

[Foto: un bambino gioca con immondizia nell'acqua - l'immondizia di plastica nell'acqua è pericolosa per animali e persone]

Da secoli il mare è una fonte di nutrimento e una delle più importanti vie di trasporto (der Transportweg, –e). Ma viene usato anche come discarica (die Müllkippe, -n). I rifiuti delle società (die Zivilisation, –en) sono scaricati (spülen, spülte, gespült) nel mare apparentemente per sparire. "Lontano dagli occhi, lontano dal cuore", dice un proverbio. Almeno era varo prima, quando l'immondizia era soprattutto composta da materiale organico, che poteva degradarsi (sich auflösen, auflöste, aufgelöst) nel mare.

I tempi sono cambiati, spiega il biologo marino Thilo Maack dell'organizzazione ambientalista Greenpeace: "ci sono cinque grandi gorghi (der Strudel, –) marini nei mari del mondo e là si concentra l'immondizia". Sempre più immondizia di plastica si accumula in questi posti, e là non si degrada. Thilo Maack ha fatto anche parte di una spedizione per analizzare e misurare il cumulo (die Halde, -n) di immondizia galleggiante. L'immondizia di plastica è un problema per (machen zu schaffen) i mari e per i suoi abitanti. Ed è dappertutto.

Innumerevoli (unzählig) animali e uccelli marini muoiono perchè si impigliano (sich verheddern, verhedderte, verheddert) in reti abbandonate e in borse di plastica gettate nel mare - o perché mangiano i piccoli frammenti di immondizia. Gli animali si riempono lo stomaco (der Magen, Mägen) ma non con un vero nutrimento, bensì con plastica. In questo modo muoiono spesso di fame (verhungern, verhungerte, verhungert) o di sete (verdursten, verdurstete, verdurstet). Anche le sostanze chimiche (die Chemikalien) contenute (enthalten [enthältst, enthält], enthielt, enthalten) nella plastica sono pericolose, e non solo per gli animali. Le sostanze dannose che possono essere cancerogene (krebserregend) vengono assunte (aufnehmen [aufnimmst, aufnimmt], aufnahm, aufgenommen) anche dal corpo umano, dal consumo alimentare di animali marini. In questo modo (somit) l'immondizia di plastica non è pericolosa solo per gli animali, ma anche per l'umanità.
***
Deutsche Welle Top-Thema 23 marzo 2010.

Una mela di nome Ingrid

Ci sono molti tipi di frutta che sono offerti al supermercato. Ma molti di questi sono sotto la minaccia di sparire per sempre. Nella città di Wegberg si combatte (sicht für etwas einsetzen [setzt, –], einsetze, eingesetzt) per la conservazione (der Erhalt _) dei vecchi tipi.

[Foto: una bambina siede in un campo e mangia mele - sempre le stesse mele ...]

Si chiamano "Principe Albrech di Prussia", "Ingrid Marie" o anche "Kaiser Guglielmo" ma non sono così popolari come i loro parenti (die/der Verwandte, -n) "Granny Smith" o "Golden Delicious". Si tratta di (sich handeln, handelte, gehandelt um) tipi di mele che non vengono venduti al supermecato. Katharina Tumbrinck, capo del Giardino dei tipi di frutta (der Obstsortengarten) del Reno, spiega: "Nel supermecato ci sono 10 o 15 diversi tipi, ma derivano tutti da sei tipi originari." Con il suo progetto la Tumbrinck vorrebbe preservare (erhalten [erhältst, erhält], erhielt, erhalten) i vecchi tipi di frutta, tra cui anche pere, ciliege, prugne e pesche.

I vecchi tipi rischiano di sparire, dato che non sono usati (gebrauchen, gebrauchte, gebraucht) nelle coltivazioni (der Anbau, -ten) commerciali (kommerziell): sono troppo grossi, piccoli, o possono essere selezionati con difficoltà per mezzo di macchine. Sono un prolema anche le stringenti (starr) regole (die Vorschrift, -en) dell'Unione Europea: ad esempio, le mele troppo piccole possono essere processate per (verarbeiten, verarbeitete, verarbeitet zu) farne succo - ad un prezzo molto basso. Questo le rende poco interessanti (unattraktiv) per chi coltiva frutta.

Chi é allergico alla frutta del supermecato, dice Katharina Tumbrinck, spesso tollera (vertragen [trägst, trägt], vertrug, vertragen) i vecchi tipi senza problemi. Inoltre molti tipi sono più resistenti contro le malattie che causano grandi scarti (der Ausfall, Ausfälle) nei tipi comuni (gewöhnlich). E offrono una grande varietà di gusti (geschmacklich). Ma uno dei problemi é trovare i vecchi alberi. Con un po' di fortuna, spiega Tumbrinck, si incontra qualcuno che ha ancora un vecchio albero nel suo giardino. Ma é anche difficile trovare persone che conoscono ancora i vecchi tipi. "Ed é naturalmente anche una corsa contro il tempo (ein Wettlauf gegen die Zeit)", dice la Tmbrinck. Dato che gli esperti sono in genere persone sopra gli ottanta.
***
Deutsche Welle Top-Thema 05 febbraio 2010.

Niente carne al giovedì

Nella città belga di Gent di giovedì é sempre giorno del vegetariano (der Vegetarier, -). Anche a scuola i bambini devono imparare a trovare appetitosa la verdura. E questo non é solo bene per la salute, ma anche per l'ambiente.

[Foto: bovini (das Rind, -er) in un prato - di giovedì non vanno nel piatto ...]

Un giovedì a mezzogiorno nella scuola elementare (die Grundschule, –n) belga Freinetschool De Boomgaard: nella mensa (die Kantine, -n) é proprio tempo di pranzo. Come tutti i giovedì non c'é carne nel menù. Lo studente undicenne Jakob Preuss spiega: "Oggi tutti mangiano vegetariano. Nessuno può portarsi carne." Dal settembre 2009 in tutte le 35 mense scolastiche di Gent una volta alla settimana solo piatti vegetariani. Questa idea viene da EVA, l'organizzazione vegetariana belga.

La verdura non é solo sana, ma ha anche un buon sapore. Lo devono imparare già i più piccoli. In questo modo la città di Gent vuole contrastare (vorbeugen, vorbeugte, vorgebeugt) il sovrappeso (das Übergewicht, –e) nei bambini. Ma per gli iniziatori del giorno vegetariano non é solo una questione (es geht um) di alimentazione più salutare, ma anche di ambiente: per la produzione di un chilo di carne di manzo sono necessari circa 1500 litri d'acqua. Inoltre il mantenimento degli animali (die Tierhaltung _), come dice l'ONU, é responsabile di un quinto dei gas serra (das Treibhausgas, -e). Un minore consumo di carne significa anche difesa ambientale.

Un belga medio mangia (verspeisen, verspeiste, verspeist) nella sua vita circa 1800 animali. Già con un giorno senza carne alla settimana diminuirebbe il consumo di carne di una persona nel corso della sua vita di 250 animali. Questo si legge nell'opuscolo (die Broschüre, –n) informativo che é gestito dalle scuole della città di Gent. Da quando c'é il giorno vegetariano si parla alla scuola elementare Boomgaard di più di nutrizione e soprattutto di consumo di carne. Più del 90 percento dei genitori supporta il giorno vegetariano, dice la direttrice scolastica.

L'iniziativa ha riscosso un grande interesse (stoßen [stößt, -], stieß, gestoßen auf Interesse) internazionale. Giornalisti e politici da tutto il mondo hanno chiamato a Gent per saperne di più. In Belgio ci sono già altre due città che hanno seguito l'esempio (einem Beispiel folgen, folgte, gefolgt), e in Colombia si sta meditando di introdurre (einführen, einführte, eingeführt) un giorno senza carne alla settimana nell'intero paese. Persino la popstar Paul McCartney in eventi pubblici in Gran Bretagna fa pubblicità per una iniziativa simile.
***
Deutsche Welle Top-Thema del 05 gennaio 2010.

Senza alcool non c'é la festa

Bere porta dal medico: sempre più giovani vanno all'ospedale perché hanno bevuto troppo alcool. Ora la politica vuole fare (unternehmen [nimmst, nimmt], unternahm, unternommen) di più di questo pericoloso trend.

[Foto: un ubriaco (der/die Betrunkene, -n) su una panchina (die Bank, Bänke) - sempre più giovani bevono troppo alcool]

Il numero di intossicazioni alcoliche (die Alkoholvergiftung, –en) cresce rapidamente tra i giovani. Lo Statistische Bundesamt (Ufficio Federale di Statistica) ha pubblicato a questo proposito (hierzu) cifre sconvolgenti (erschreckend): nel 2008 sono stati portati in cliniche 25.700 giovani tra i dieci e i venti anni a causa di eccessivo (übermäßig) consumo di alcol. É l'undici percento in più del 2007. In confronto all'anno 2000, in cui erano stati 9.500, la cifra dei giovani ubriaconi (der Komasäufer, -) é cresciuta addirittura del 170 percento.

Circa un quinto dei colpiti (der/die Betroffene, –n) sono bambini sotto i 15 anni. Soprattutto tra le giovani si osservano (beobachten, beobachtete, beobachtet) sempre più spesso intossicazioni alcoliche acute. Sempre più spesso si attaccano alla bottiglia (zur Flasche greifen). Anche nel gruppo di età dei giovani adulti tra i 15 e 20 anni é triplicato (sich verdreifachen, verdreifachte, verdreifacht) il numero totale nel 2008 rispetto (im Vergleich zu) all'anno precedente (das Vorjahr, -e).

Il commissario per le droghe (der/die Drogenbeauftragte, –n) del governo tedesco, Mechthild Dyckmans, chiede una gestione chiara contro questo trend. Dice che non ha mai visto un numero così elevato di bambini e giovani che si ubriacano (sich betrinken, betrank, betrunken) in modo così fuori controllo (hemmungslos). Perciò Dyckmans supporta (sich aussprechen [sprichst, spricht], aussprach, ausgesprochen für) più incisive misure di prevenzione (die Präventionsmaßnahme, –n). Ad esempio si dovrebbero fare più controlli sull'identità quando vengono comprati alcolici da chi abbia un'età stimata sui 25 anni e più pervenzione all'alcol (die Alkoholprävention, –en) nelle scuole.

Ma mancano ai giovani anche modelli (das Vorbild, –er) positivi: più spesso di prima anche gli adulti alzano il gomito (einen über den Durst trinken). Quando si guarda all'abuso (der Missbrauch, Missbräuche) di alcol tra chi ha più di venti anni, i numeri non sembrano migliori. Secondo gli uffici federali il numero dei ricoveri (der Aufenthalt, -e) in ospedale tra gli adulti é cresciuto dell'undici percento tra il 2007 e il 2008. L'abuso di alcol é stato tra gli adulti la seconda ragione principale per un ricovero ospedaliero.
***
Deutsche Welle Top-Thema del 15 dicembre 2009.

Vivere nonostante l'AIDS

In Germania sono circa 67.000 le persone colpite dall'HI-Virus. Parte di loro vivono in istituzioni (die Einrichtung, –en) come la Lebenhaus di Colonia. I malati possono qui per mezzo di residenze assistite (betreut) trovare una via per tornare alla vita.

[Foto: aiuto per gli ammalati di AIDS: la Lebenhaus in Colonia]

Sami Ahniedoy ha scoperto nel 2005 di avere l'AIDS. Ha accolto la notizia tranquillamente (mit Fassung) ma gli é anche chiaro: la sua vita sarà d'ora in poi diversa. Non può più esercitare (ausüben, ausübte, ausgeübte) la sua precedente professione di sarto per uomo (der Herrenausstatter, -), dato che Sami Ahniedoy é considerato colpito da forte handicap (schwerstbehindert).

Oggi Sami é un residente della Lebenhaus di Colonia. Quando é entrato aveva paura della residenza assistita. Ora si sente bene lì. Armin Kalefe-Bermbach dell'Aidshilfe di Colonia é responsabile per la Lebenshaus. Dice che il destino (das Schicksal, -e) di Sami non é una eccezione (der Einzelfall, Einzelfälle). Spiega che molti scoprono di essere infetti o già ammalati. Perché molti hanno paura di andare dal medico e del risultato dell'analisi.

Quelli che scoprono presto di essere infetti hanno buone possibilità di continuare a condurre (fortführen, fortführte, fortgeführt) la loro precedente (bisherig) vita e di raggiungere un'età avanzata. Medicine attive (wirksam) fanno la differenza. Armin Kalefe-Bermbach si ricorda che non é stato sempre così. Quando iniziò ad Aidshilfe, nella metà degli anni 90, la Lebenshaus era proprio un ospizio (das Hospiz, -e). Ma nel corso degli anni questo é cambiato: da ospizio é diventata una casa con residenze assistite.

Lo scopo della Lebenhaus di Colonia é che i pazienti possano fare di nuovo quello che potevano fare prima dell'inizio (der Ausbruch, Ausbrüche) della malattia. Devono poter condurre una vita normale. Sami Ahniedoy lascerà presto la Lebenhaus. Si trasferisce in una nuova offerta abitatitva di Aidshilfe - una in cui si può vivere autonomamente. L'AIDS ha cambiato la sua vita, dice. Ma la malattia non lo tiene in pugno (im Griff haben).
***
Deutsche Welle Top-Thema del 04 dicembre 2009.

La depressione: tema tabù

La depressione é una malattia molto diffusa. Poco meno di 4 milioni di tedeschi ne soffrono, eppure solo pochi osano (sich trauen, traute, getraut) parlarne apertamente. Eppure ci sono mezzi e modi per sconfiggere (besiegen, besiegte, besiegt) la depressione.

[Foto: una donna triste - non sempre la voglia di vivere (der Lebensmut _) torna da sola]

Circa il 10 percento di tutti gli uomini e il 20 percento di tutte le donne in Germania soffrono di depressione. La malattia riguarda (betreffen [betriffst, betrifft], betraf, betroffen) sia la psiche sia il corpo. In genere i sintomi sono tra l'altro pessimismo e pensieri suicidi (der Selbstmordgedanke, -n) ma anche insonnia (die Schlaflosigkeit _) e perdita dell'appetito. Il numero delle persone colpite (der/die Betroffene, –n) é attorno ai 4 milioni, dice il professor Mathias Berger dell'ospedale univeristario di Friburgo (Freiburg).

E' ancora un tabù parlare di depressione. Solo poche persone parlano apertamente del (umgehen, umging, umgangen offen mit) loro problema. Berger spiega che per molte persone é già sufficiente (ausreichen, ausreichte, ausgereicht) il cambio di stagione per scatenare (auslösen, auslöste, ausgelöst) la malattia. Al contrario (hingegen) altre persone non diventano mai depresse a causa di grossi problemi.

Si trovano (vorkommen, vorkam, vorgekommen) depressi in tutte le fasce della popolazione, in tutti i gruppi professionali e in tutte le età, ma soprattutto tra i 30 e 40 anni. Non é sempre necessario (nötig) un aiuto dall'esterno. Nella metà di tutti i casi la voglia di vivere ritorna da sola dopo un periodo da sei a sette mesi. Ma molte persone soffrono di una depressione cronica. Il che vuol dire che sono depressi per più di due anni e per questo hanno pesanti influssi negativi (beeinträchtigt) nella loro quotidianità.

Ma Berger dà coraggio (Mut machen) anche a queste persone: con una combinazione di medicinali e psicoterapia hanno buone possibilità di tornare in salute. Dunque chi sente di trovarsi in una fase depressiva non dovrebbe esitare (zögern, zögerte, gezögert) e cercare un aiuto professionale.
***
Deutsche Welle Top-Thema del 17 novembre 2009.

Sempre più diabetici

Il diabete, che in tedesco si chiama der Diabetes o die Zuckerkrankheit, é un problema molto diffuso. Lo possono prendere soprattutto le persone che sono troppo grasse. Allora devono prendere medicine, mangiare in modo salutare e fare molto sport (Sport treiben).

[Foto: zollette di zucchero (der Zuckerwürfel, -) - dolci e appetitose - ma pericolose per i diabetici (der Diabetiker, -)]

Ahmed siede su un letto della clinica universitaria (die Uniklinik, –en) della città di Acquisgrana (Aachen). Ci dice perché é qui e non nel suo Paese, in Egitto: é cominciato tutto con (anfangen [fängst, fängt], anfing, angefangen mit) un mal di testa che é venuto ad Ahmed e che gli impediva di concentrarsi. E' andato dal medico e questi gli ha detto che i suoi zuccheri nel sangue erano troppo alti. Le cellule del suo corpo non producono abbastanza energia. Ahmed ha il diabete tipo 2. Da allora (seitdem) si fa regolarmente iniezioni (sich etwas spritzen, spritzte, gespritzt) di un ormone: l'insulina. Aiuta le cellule malate del suo corpo a trasformare lo zucchero in energia.

Il diabete é cresciuto (zunehmen, zunahm, zugenommen) fortemente soprattutto nei Paesi arabi. Ahmed ci dice "E' a causa delle molte cose grasse e caloriche che mangiamo." Molti diabetici vengono in Germania perché in Acquisgrana ci sono esperti per questa malattia. Gli scienziati non sanno ancora perché succede che sia soprattutto chi é sovrappeso (der/die Übergewichtige, –n) ad avere il diabete. La maggior parte dei pazienti hanno il tipo 2. Inizia lentamente e viene spesso identificato molto tardi.

Diverso é con il diabete di tipo 1, che é molto raro. Sono colpiti da (an etwas erkranken, erkrankte, erkrankt) questa variante solo circa il 5 percento di tutti i pazienti, soprattutto ragazzi. Hanno il problema che non viene prodotta abbastanza insulina nel pancreas (die Bauchspeicheldrüse, –n), perché i loro sistema immunitario (das Immunsystem, –e) ne distrugge le cellule. Questo porta al fatto che le cellule in tutto il corpo non possono trattare lo zucchero.

Finché (solange) un paziente col diabete prende l'insulina, va bene. Ma non si può guarire (heilen, heilte, geheilt) dalla malattia. Attualmente gli scienziati cercano di sviluppare una nuova tecnica per mezzo della quale i diabetici possano guarire completamente. Ma fino a quel momento si deve fare come il medico ha detto ad Ahmed: dimagrire (abnehmen [nimmst, nimmt], abnahm, abgenommen), mangiare in modo salutare e fare sport.
***
Deutsche Welle Top-Thema del 13 ottobre 2009.

Quando il lavoro fa ammalare

Ci sono 5.700 callcenter in Germania. Impiegano (beschäftigen, beschäftigte, beschäftigt) circa 440.000 persone. I dipendenti (der Mitarbeiter, -) ricevono solo uno reddito minimo e lavorano in pessime condizioni. Molti si ammalano e devono smettere (aufhören, aufhörte, aufgehört).

[Foto: dipendenti di callcenter con cuffia al computer - cattive condizioni di lavoro nel callcenter]

Da un anno il ventitreenne Thomas Seidel lavora in un callcenter. Risponde al telefono (Anruf entgegen nehmen) ai clienti che hanno un problema con la consegna di merce. Nel 10-20 percento dei casi i clienti sono molto scortesi. A volte gli gridano perfino contro (anschreien, anschrie, angeschrieen/angeschrien). Nonostante ciò deve sempre reagire in modo amichevole. Non tutti i dipendenti riescono a gestire questa situazione (mit etwas umgehen können), Thomas Seidel dice: "Molti si fanno fare un certificato medico (sich krankschreiben, krankschrieb, krankgeschrieben lassen) perché non ce la fanno (hinkriegen, hinkriegte, hingekriegt)", ci spiega.

Ma così perdono rapidamente il loro lavoro. Perché hanno pochi diritti. Le condizioni di lavoro sono in molti callcenter tedeschi molto cattive. Gli agenti, come i lavoratori sono chiamati, devono telefonare per otto ore e anche più, quasi senza pausa. Sono controllati dal loro team leader che ascolta (mithören, mithörte, mitgehört) costantemente le conversazioni.

In Germania i lavoratori di callcenter guadagnano in media 5,40 euro lordi (brutto) all'ora. Thomas Seidel guadagna dagli 840 ai 912 euro netti al mese. Non c'é straordiario festivo (der Wochenendzuschlag, Wochenendzuschläge). Non basta per il minimo sostentamento (der Lebensunterhalt _). I sindacati (die Gewerkschaft, –en) tedeschi sostengono ora uno stipendio minimo (der Mindestlohn, Mindestlöhne) di 9,50 euro per i lavoratori di callcenter. Molte ditte si sposterebbero però in Paesi dove gli stipendi sono meno alti (das Billiglohnland, Billiglohnländer) come la Thailandia, l'India o anche un Paese dell'est Europa.

In media gli agenti restano nei callcenter per un anno e mezzo. Dopodiché sono in genere malati o hanno problemi psichici: sono esauriti (ausgebrannt). Vengono licenziati (kündigen, kündigte, gekündigt) o danno le dimissioni. Thomas Seidel spera "che gli agenti vengano considerati come persone".
***
Deutsche Welle Top-Thema del 22 settembre 2009.

Lotta contro l'influenza suina

Sempre più persone prendono (bekommen, bekam, bekommen) l'influenza suina. Alcuni dei sintomi: febbre, stanchezza, tosse (das Husten _) e perdita dell'appetito. Una gran parte della popolazione (die Bevölkerung, -en) deve essere vaccinata (impfen, impfte, geimpft), e anche le aziende si preparano.

[Foto: un uomo si soffia il naso - già infettato?]

In tutto il mondo e anche in Germania si ammalano (sich anstecken, ansteckte, angesteckt) tutti i giorni sempre più persone. Se si ammalassero molti dipendenti, questo potrebbe mettere in pericolo (gefährden, gefährdete, gefährdet) la produzione aziendale. Oltre a problemi di salute (gesundheitlich) l'influenza porta anche problemi economici. La domanda più importante: come può proseguire la produzione in caso di emergenza (im Notfall)? Negli enti pubblici (die Behörde, –n) della Nordreno-Westfalia, ad esempio, verrebbero al lavoro solo i dipendenti più importanti e i lavoratori meno importanti lavorerebbero da casa (von zuhause). Inoltre verrebbero fatte più tele e video-conferenze e meno viaggi di lavoro (die Dienstreise, –n).

Anche i medicinali sono una possibilità per assicurare la produzione. Alcune aziende già li comprano e li immagazzinano (lagern, lagerte, gelagert). Ci sono indizi (der Hinweis, -e) secondo cui i nuovi medicinali contro la normale influenza aiuterebbero anche contro l'influenza suina. Le poste tedesche (die Deutsche Post DHL) ad esempio pensano di vaccinare i loro dipendenti: "Per ogni regione guardiamo se noi abbiamo eventualmente bisogno di sostanze influenzali antivirali", dice il direttore del consiglio di amministrazione (der Vorstandsvorsitzende, -n).

Oltre ad una vaccinazione é essenziale (notwendig) che i dipendenti siano informati sulla influenza suina. Ad esempio ci sono dépliant (die Broschüre, –n) e hotline. I medici aziendali (der Betriebsarzt, Betriebsärzte) raccolgono informazioni e le passano (weitergeben, weitergab, weitergegeben) ai dipendenti. Anche l'igiene é importante. Chi si lava regolarmente le mani, evita (meiden, mied, gemieden) contatti con grandi gruppi di persone (die Menschenmasse, –n) e malati, non si ammala così facilmente. Ma l'influenza suina non danneggia (schaden, schadete, geschadet) tutte le aziende: in questo momento in tutto il mondo le aziende farmaceutiche (der Pharmakonzern, –e) guadagnano sulla produzione (die Herstellung, -en) di vaccini. Soprattutto se aziende e governi ordinano scorte (der Vorrat, Vorräte).
***
Deutsche Welle Top-Thema del 4 agosto 2009.

Bellezza col rischio

Il mercato delle creme sbiancanti (die Bleichcreme, –s) cresce esponenzialmente (boomen, boomte, geboomt). L'ideale di bellezza (das Schönheitsideal, –e) di una pelle chiara esiste (es gibt) in quasi tutte le parti del mondo. Per questo motivo (daher) molte persone dalla pelle scura accettano il rischio (in Kauf nehmen) di pericolosi componenti (der Inhaltsstoff, -e) dei prodotti.

[Foto: confezioni di creme sbiancanti - bellezza pericolosa]

Tutti i giorni lo stesso rituale: Marie prende (zugreifen, zugriff, zugegriffen) la bottiglia bianco-arancione e si spalma la crema accuratamente (sorgfältig): da tre anni la diciassettenne usa la crema sbiancante. "Quando avevo dodici anni volevo diventare bianca (hellhäutig: di pelle chiara), perché i miei amici erano bianchi (hell). Pensavo, perché sono nera (dunkel: scura)?", dice Marie. La giovane angolana vive da anni a Francoforte sul Meno (Frankfurt am Main). Da quando usa la crema sbiancante (der Hautaufheller), molto é cambiato per Marie. Dice con orgoglio (stolz): "Sono diventata molto bella e popolare (belibt)."

In molte parti del mondo il commercio delle creme sbiancanti cresce esponenzialmente. Nei negozi (der Laden, Läden) africani vengono vendute ai clienti con nomi come "White Perfect", ovvero "perfektes Weiß (bianco perfetto)" o "die Macht der Schönheit (la potenza della bellezza)". In Egitto é in onda una pubblicità (der Werbespot, –s) che mostra una giovane donna con la pelle sbiancata (aufhellen, aufhellte, aufgehellt). Dice che proprio con la pelle bianca ha trovato il suo lavoro ideale e il suo principe azzurro (der Traummann, Traummänner).

Abdul Ibrahim, proprietario di un negozio africano in Francoforte, conosce questa mania per la bellezza (der Schönheitswahn _). "Gli africani si sbiancano la pelle, perché nel mondo d'oggi sono mostrati solo pochi esempi di colore... la gente pensa perciò che come africani bianchi abbiano più possibilità", dice. In precendenza Ibrahim ha venduto anche prodotti sbiancanti e con quelli ha guadagnato molti soldi. Poi é stato controllato dall'Ufficio di Igiene (die Gesundheitsbehörde, –n). Molti dei suoi prodotti furono sequestrati (beschlagnahmen, beschlagnahmte, beschlagnahmt) e dovette pagare una grossa multa.

Le creme sbiancanti possono avere pericolosi effetti collaterali (die Nebenwirkung, –en) come tumori della pelle o danni (der Schaden, Schäden) al fegato (die Leber, -n). Negli anni passati l'Unione Europea ha vietato alcune sostanze della crema. Ma si possono ancora comprare in Germania, anche se illegalmente. E la grande richiesta (die Nachfrage, -n) di creme sbiancanti cresce (anhalten [hältst, hält], anhielt, anhalten). La pressione per adeguarsi (entsprechen [entsprichst, entspricht], entsprach, entsprochen) é semplicemente troppo forte.
***
Deutsche Welle Top-Thema del 28 luglio 2009.