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Non c'è posto per gli studenti

Le università tedesche si aspettano nei prossimi anni un assalto (der Ansturm, Anstürme) alle aule (der Hörsaal, Hörsäle): il raddoppio dei coscritti laureati (der Abiturjahrgang, Abiturjahrgänge) causa (sorgen, sorgte, gesorgt für) una grande crescita (der Zuwachs, Zuwächse). Ma alle università mancano spazio e denaro.

[Foto: pieno come un uovo (brechend voll): le aule delle università tedesche]

All'università di Colonia qualcosa si muove: un nuovo edificio sarà costruito. E quando questo sarà pronto, diventeranno nuovamente disponibili spazi anche negli altri (übrig) edifici. Se ne potrebbe fare un buon uso - almeno questo è quello che pensano gli studenti dell'università. Troppo spesso devono sedersi per terra nelle aule strapiene (überfüllt).

In realtà l'università di Colonia ha spazio solo per 20.000 studenti - ma per il semestre invernale 2010/2011 (sich einschreiben, einschrieb, eingeschrieben) si sono iscritti più di 42.000 studenti. Questo porta al fatto che in certe materie un professore deve seguire (betreuen, betreute, betreut) 100 studenti. Uno studente si lamenta della (sich beschweren, beschwerte, beschwert über) situazione nelle aule: "Le prime una o due settimane sono subito piene come un uovo." La situazione non migliorerà nei prossimi semestri, quanto un numero doppio di neodiplomati piomberà nelle università.

Più veloci a studiare, più velocemente al lavoro - questa era l'idea dietro all'accorciamento del numero di anni scolastici da 13 a 12. Correntemente questo è il numero di anni scolastici normali per il diploma in tutti i Land federati tedeschi. Il problema è che due annate di studenti saranno contemporaneamente pronte per il diploma e vorranno andare alle università. Perciò per il 2015 sono attesi in tutta la Germania fino a 275.000 nuovi studenti universitari.

Se la situazione delle università tornerà a migliorare dopo il 2015 non è chiaro. In ogni caso, il fatto che il governo della Nordreno-Vestfalia voglia nuovamente abolire (abschaffen, abschaffte, abgeschafft) le tasse universitarie, preoccupa l'amministrazione scolastica dell'università di Colonia. Perché fino ad oggi si potevano usare i soldi aggiuntivi per il miglioramento delle condizioni di studio. Meno soldi, più studenti: le università non devono abbandonare la speranza.

Testo originale: Deutsche Welle Top-Thema 08 febbraio 2011

I problemi delle ferrovie tedesche

Treni troppo pieni, difficoltà con i condizionatori d'aria, ritardi a causa della neve o del ghiaccio sui binari (die Schiene, -n) e incidenti - la Deutsche Bahn (le ferrovie tedesche) ha molti problemi. Ma la ferrovia continua ad essere un mezzo di trasporto sicuro.

[Foto: molti binari, scambi (die Weiche, -n) e semafori (das Signal, -e) - dove vanno le ferrovie tedesche?]

Le ferrovie tedesche (DB - Deutsche Bahn) sono molto criticate. I passeggeri (der Fahrgast, Fahrgäste) lamentano (bemängeln, bemängelte, bemängelt) frequenti ritardi e cancellazioni di convogli (der Zugausfall, Zugausfälle). Succedono continuamente (immer wieder) problemi tecnici di sicurezza (der Sicherheitsmangel, Sicherheitsmängel). Nell'estate 2010 si sono rotti (ausfallen [fällst, fällt], ausfiel, ausgefallen) numerosi condizionatori d'aria, e i viaggiatori svenivano dal caldo. Ogni inverno la neve e il ghiaccio danno filo da torcere (zu schaffen machen) alle ferrovie: i binari congelano e i semafori smettono di funzionare.

Spesso sono problemi tecnici il motivo di incidenti: nell'aprire 2010 un intercity express in viaggio da Amsterdam a Basilea ha perso una porta. Ha sbattuto (einschlagen [schlägst, schlägt], einschlug, eingeschlagen) contro un treno che proveniva dalla parte opposta (entgegenkommen) - sei viaggiatori sono rimasti feriti. E nel gennaio 2011 dieci persone sono morte nello scontro tra due treni.

Mentre in Germania ci sono sempre più problemi, le ferrovie tedesche investono all'estero o in grandi opere prestigiose come "Stuttgart 21". Molti sono dell'opinione che le ferrovie dovrebbero spendere più soldi per la manutenzione (die Wartung, -en) dei treni e dei binari. Così, per l'esperto di ferrovie Karl-Dieter Bodack, è importante "che ci siano nel nostro Paese infrastrutture di ottima qualità (leistungsfähig) e non che si spendano miliardi all'estero."

Nonostante ciò la ferrovia continua ad essere un mezzo di trasporto sicuro. Le cifre dell'ufficio di statistica federale mostrano che è addirittura uno tra i più sicuri - soprattutto se paragonato all'auto: il pericolo di morire a causa di un viaggio in treno è 63 volte minore di quello in auto.

Testo originale: Deutsche Welle Top-Thema 04 febbraio 2011

Idee per un mondo migliore

Avere idee e metterle in pratica - questo è ciò che si impara all'"Akademie für Visionautik" di Berlino. I partecipanti sviluppano qui soluzioni per i più diversi problemi. Il loro scopo è migliorare il mondo.

[Foto: il coraggio di fare piani ambiziosi (hochfliegend)!]

Hannah Tomsic, slovena, è in ascensore e dice a due sconosciute: "Ciao, mi chiamo Hannah. Tra cinque anni fonderò un centro per burnout in Slovenia." Questo esercizio si chiama "Elevator pitch" in cui i "visionauti" in 20 secondi - ovvero circa il tempo di un viaggio in ascensore - presentano la propria visione di un mondo migliore. L'italiana Elena, ad esempio, vuole risolvere il problema del traffico romano con una nuova forma di carpooling (die Mitfahrzentrale

Boris Goldhammer e sua moglie Jutta sono i fondatori dell'"Akademie für Visionautik". Organizzano due volte all'anno corsi di dieci giorni che sono supportati dall'Unione Europea. L'idea è, così dice Boris Goldhammer, di cercare soluzioni (angehen, anging, angegangen) ai più gravi (schwerwiegend) problemi del nostro tempo con leggerezza giocosa (spielerisch)".

Ogni corso ha due fasi: sviluppo e implementazione (die Umsetzung, -en). Per prima cosa si tratta di avere idee o di concretizzarle. Poi viene fatto un piano per poter realizzare nei fatti queste idee. Non si tratta solo del progetto in sé, ma anche della personalità dei visionauti.

Dopo il corso sta al visionauta realizzare le sue idee per un mondo migliore. Hanno imparato come fare. Una partecipante, Veronika, dice: "Il mio piano progettuale è pronto, ora conosco i miei prossimi passi concreti, e la mia agenda è piena".

Testo originale: Deutsche Welle Top-Thema 01 febbraio 2011

L'abito fa il monaco

"Kleider machen Leute" (Gli abiti fanno le persone) è il titolo di un racconto del zurighese Gottfried Keller (1819 - 1890) che è diventato proverbiale.

Camicia (das Hemd, -en), blusa, blazer: l'abbigliamento decide se veniamo rispettati (ernst nehmen) al lavoro. La prima impressione è la più importante. Per questo motivo spesso le aziende hanno un dress-code (regole per stabilire quale sia l'abbigliamento appropriato).

[Foto: un completo da uomo con cravatta - serio e neutrale: l'abito per il lavoro]

Ci sono critiche se Angela Merkel non ha l'acconciatura a posto. Gli elettori hanno una precisa immagine di come i politici devono apparire. E sono critici soprattutto sulle politiche. Dalle donne in politica non ci si aspetta soltanto che vestano con abiti seri ma anche siano femminili. Ci sono dress-code in molte professioni. Sia che si tratti di praticità o di essere presi sul serio.

Josefine Paul è nuova alla politica. Ritiene che il dress-code stabilito per i politici sia pratico. In privato la deputata del partito "Die Grünen" (i verdi) veste volentieri jeans e t-shirt. In contrasto (hingegen) bluse, blazer e pantaloni eleganti (die Stoffhose, -n) sono gli abiti di lavoro per Josefine. Dice: "Alla mia età, 28 anni, non si vuole attirare necessariamente l'attenzione (auffallen [fällst, fällt], auffiel, aufgefallen) come tipo estroso (flippig), ma piuttosto essere presi sul serio. A volte questo un po' più facile se si indossa una blusa e un blazer."

La trainer per l'etichetta (die Etikette, -n) Gabriele Krischel è dell'opinione che in certe professioni il vestito funziona come una uniforme: ci si sente più sicuri e non si deve stare a pensare cosa sia giusto o sbagliato. Krischel spiega: "si dice che non si possa cambiare la prima impressione dei primi 30 minuti." Perciò è in molte professioni importante sapere cosa vuole il cliente. Se ad esempio una banca lasciasse lavorare i suoi stagisti (der/die Auszubildende, -n) in jeans e camicia, questi verrebbero ignorati dai clienti. Cosa venga ritenuto neutrale come abito da lavoro è naturalmente una questione di cultura e tradizione. In Germania a tuttoggi sempre più aziende fanno come la banca svizzera UBS: mettono (stecken, steckte, gesteckt) i loro dipendenti in uniforme. Poi si devono solo comportare bene, perché le cattive maniere (die Umgangsform, –en) possono distruggere (kaputtmachen, kaputtmachte, kaputtgemacht) anche il miglior aspetto (das Outfit, -s).

Testo originale: Deutsche Welle Top-Thema 25 gennaio 2011

Vivere nel kibbuz

Un kibbuz (der Kibbuz, Kibbuzim) è un insediamento (die Siedlung, -en) in Israele che è stato creato (errichten, errichtete, errichtet) su basi socialiste. Questo li ha resi interessanti soprattutto negli anni 60 e 70 ai giovani che si interessavano del comunismo.

[Foto: Claudia Adada ha deciso per una vita nel kibbuz]

Claudia Adada è sui cinquant'anni abbondanti e dirige (leiten, leitete, geleitet) la lavanderia (die Wäscherei, -en) del kibbuz "Ramat Rachel" nel sud di Gerusalemme. Questa tedesca è venuta in Israele negli anni 70 come aiutante volontaria - nel 1977 ha deciso di vivere nel kibbuz. Prima questo era per lei un sogno, come dice: "Ai tempi il kibbuz era proprio il comunismo realizzato. Era soprattutto la forma realizzata di ciò che ritenevamo bello, come la comune, la vita in comune, la condivisione."

I primi kibbuz furono fondati (entstehen, entstand, entstanden) all'inizio del ventesimo secolo. I kibbuz erano comunità che colonizzavano (besiedeln, besiedelte, besiedelt) e coltivavano (bewirtschaften, bewirtschaftete, bewirtschaftet) le nuove aree rese produttive (das erschlossenes Gebiet, -e) di quella che era ai tempi Palestina. Negli insediamenti trovavano un posto dove stare soprattutto i nuovi immigrati (der Neuankömmling, -e). Ma andarono lì anche molti giovani dall'Europa che desideravano un comunismo che non fosse imposto (aufzwingen, aufzwang, aufgezwungen) dallo Stato.

Per il lavoro nella lavanderia Claudia prende il corrispondente di (umgerechnet) 900 Euro. Tutti i lavoratori percepiscono (erhalten [erhältst, erhält], erhielt, erhalten) la stessa somma (der Betrag, Beträge) - a prescindere da quale lavoro facciano (leisten, leistete, geleistet). Non è uno stipendio, ma piuttosto un rimborso per le spese personali (das Taschengeld, -er), come dice Claudia. Tutti gli abitanti del kibbuz possono usare certe cose gratuitamente, come ad esempio la lavanderia o la cucina comune.

Ma il futuro preoccupa Claudia. Teme (befürchten, befürchtete, befürchtet) che i kibbuz non abbiano più molto a che fare con il suo antico sogno di una comune. Perché la privatizzazione ha raggiunto anche i kibbuz. Anche i partecipanti diventano meno: mentre nel 1948 un decimo degli israeliani viveva in un kibbuz, oggi non sono più del due percento.

Testo originale: Deutsche Welle Top-Thema 21 gennaio 2011

Contro la violenza nel calcio

Nei giorni in cui gioca la Bundesliga sono spesso al lavoro (im Einsatz) svariate migliaia di poliziotti per impedire violenze sui campi di calcio. Perciò ora poliziotti e tifosi si incontrano per abbattere (abbauen, abbaute, abgebaut) gli opposti pregiudizi.

Bernd Witthaut, il presidente federale del sindacato (die Gewerkschaft, -en) di polizia, lamenta (klagen, klagte, geklagt über) troppe operazioni di polizia sui campi di calcio. Nella stagione (die Saison, -s) 2008/2009 la polizia ha raggiunto la cifra record di 1.5 milioni di ore di lavoro alle partice di calcio. Ad un congresso, organizzato (veranstalten, veranstaltete, veranstaltet) dalla DFB (Deutscher Fußball-Bund) e dal sindacato di polizia, più di 300 partecipanti hanno discusso su vie comuni alla previenzione della violenza.

Tra l'altro, il sindacalista WItthaut ha espresso le sue riflessioni (nachdenken, nachdachte, nachgedacht) su un generalizzato divieto degli alcolici nello stadio e nei suoi paraggi. I tifosi semplicemente (lediglich) ne ridono (schmunzeln, schmunzelte, geschmunzelt): certamente dovrebbero essere invitati ad (auffordern, aufforderte, aufgefordert zu) un uso (der Gebrauch, Gebräuche) ragionevole (vernünftig) dell'alcol - ma, secondo loro, un würstel e una birra sono parte del gioco.

Secondo (zufolge) Gunter Pilz, studioso del tifo e della violenza, soprattutto i tifosi più giovani hanno sviluppato negli ultimi anni un forte rappresentazione del nemico (das Feindbild, -er) nei confronti della polizia. Secondo (laut) Pilz è pericoloso soprattutto il cosiddetto "effetto di solidarizzazione": quando la polizia cerca di interrompere comportamenti illegali, chi non è coinvolto (der Unbeteiligte, -n) non distoglie più lo sguardo (wegschauen, wegschaute, weggeschaut), ma piuttosto solidarizza con i tifosi violenti (gewaltbereit) - uno sviluppo drammatico.

Gunther Pilz ritiene che la comunicazione sia l'unico mezzo di prevenzione della violenza. E per questo motivo esiste il cosiddetto "manager della conflittualità": in un esperimento (der Versuch, -e) ad Hannover questi manager della conflittualità hanno ottenuto che fossero richiesti solo 250 poliziotti alle partite di calcio - prima alle partite a rischio ce n'erano fino ad 800. Anche il congresso è stato un primo passo: tifosi e poliziotti vorrebbero parlarsi tra loro anche in futuro, perché in realtà entrambe le parti vogliono la stessa cosa: rispetto (die Respekt _) e giorni di partita tranquilli.

Testo originale: Deutsche Welle Top-Thema 14 gennaio 2011

L'affascinante Wikipedia

Chi è che riempe il dizionario (das Lexikon, Lexika) online Wikipedia? Sono persone come Tim Hector. Questo studente tedesco scrive e corregge articoli gratuitamente, perché è affascinato dal sistema.

[Foto: Tim Hector al suo computer computer - 40 articoli a 17 anni, sostenitore di Wikipedia]

Ha iniziato a (anfangen [fängst, fängt], anfing, angefangen mit) tredici anni ad impegnarsi con Wikipedia. Per una ricerca scolastica sullo scrittore (der Autor, -en) Friedrich Dürrenmatt ha cercato informazioni in un articolo di Wikipedia e ha trovato un errore di inversione di cifre (der Zahlendreher, -). Si è registrato su Wikipedia, ha corretto la cifra - ed è entrato in gioco (dabei sein). Questo studente diciassettenne dice che è bello scrivere, dare una struttura (strukturieren, strukturierte, strukturiert), rendere disponibili (zur Verfügung stellen) ad altri testi.

Al suo articolo preferito sulla Bayer AG di Leverkusen ha lavorato per più di un anno - è tra i più dettagliati che si trovano nella Wikipedia tedesca. Tim racconta: "Una volta che ho cominciato, ad occuparmi intensivamente (sich einarbeiten in) di una situazione (der Sachverhalt, -e) e scopro sempre più retroscena (der Hintergrund, Hintergründe), lo trovo così avvincente che non posso più smettere (aufhören, aufhörte, aufgehört) di occuparmene.

Tim ha già scritto 40 articoli per Wikipedia e pubblicato circa 14.000 "edit", rielaborazioni di articoli. È vero che siede a volte per ore al computer, ma i suoi amici sono altrettanto importanti. Per mezzo della sua collaborazione a Wikipedia ha conosciuto molta gente, che incontra fuori dal portale (die Plattform, -en) online - ad esempio ad incontri e progetti di ricerca con altre persone che sono affascinate da Wikipedia.

I critici dicono che gli autori di Wikipedia oggi sono meno interessati alla condivisione del sapere. Piuttosto mirerebbero al (streben, strebte, gestrebt nach) potere e al riconoscimento (die Anerkennung, -en) e sempre più spesso litigherebbero con altri autori. Secondo Tim questa è una esageazione (die Übertreibung, -en). E quando capita di arrivare al litigio - ad esempio sulla durata dell'espulsione di un utente per insulti - Tim si ritira dalla discussione. Dice: "Dipende da quanto questo ci importi davvero nel progetto, a me non importa per niente."

Testo originale: Deutsche Welle Top-Thema 14 gennaio 2011

Scompare la moda per anziani

La moda per anziani (der Senior, -en) é spesso pratica e discreta (unauffällig). Ma questo potrebbe cambiare presto, perché ai "nuovi anziani" piace vestirsi con abiti colorati e vogliono potersi mostrare tanto alla moda quanto i giovani.

[Foto: pensionati protestano - non c'è spazio per i colori - anziani sulla strada]

Un autobus turistico si ferma, e nel giro di (innerhalb von) minuti la piazza si riempe di giacchette beige, pullover grigi e gilet (die Weste, -n) color sabbia - tipica moda per anziani, che è fatta per essere confortevole (bequem) e discreta. Ci sono aziende che si sono specializzate in questo e ci guadagnano bene sopra.

Ma queste aziende potrebbero essere più in difficoltà (schwierig) nel futuro, perché le persone che comprano moda per anziani diventano sempre di meno - almeno (zumindest) secondo la valutazione (die Einschätzung, -en) di Elke Gliese. La ex-dirigente dell'Istituto della Moda Tedesca ricerca da dieci anni come cambia la moda e l'autorappresentazione (das Selbstbild, -er) delle persone sopra i 60 anni. Secondo lei, i cosidetti "nuovi anziani" non vogliono, superata una certa età, passare in seconda fila (in die zweite Reihe zurücktreten), tantomeno visualmente (optisch).

Tra questi "nuovi anziani" oggi i ricercatori includono (zählen, zählte, gezählt zu) persone tra i 60 e gli 80 anni. Hans Werner Wahl, ricercatore dell'età avanzata, dice che i più anziani vogliono soprattutto una cosa: "essere considerati come (betrachten, betrachtete, betrachtet als) un gruppo variopinto (farbenreich) quasi come quello dei giovani - anche nella moda." Lo sanno anche le case di moda: invece di "moda per anziani" si parla preferibilmente di moda per "best ager" (persone nella migliore età) o per la "silver generation" (generazione d'argento) perché si pensa alla moda per la gioventù e non per gli anziani.

Elke Gliese ha notato (beobachten, beobachtete, beobachtet) che i "nuovi anziani" oggi sperimentano sempre (stets) novità o vogliono mantenere (erhalten [erhältst, erhält], erhielt, erhalten) la loro immagine giovanile. Molti non prendono atto (ignorieren, ignorierte, ignoriert) di leggi della moda implicite (unausgesprochen). Così nel 2010 i leggin aderenti (hauteng) in pelle sono stati comprati soprattutto da donne che avevano più di 55 anni. La moda per anziani potrebbe effettivamente estinguersi presto, ma questo non vuol dire che tutto diventi stilisticamente migliore.

Testo originale: Deutsche Welle Top-Thema 11 gennaio 2011

Twittare al lavoro

Navigare (surfen, surfte, gesurft) sui social network come Facebook o Twitter costa tempo. Perciò alcune aziende bloccano (sperren, sperrte, gesperrt) l'accesso (der Zugang, Zugänge) ai loro dipendenti. Al contrario (hingegen), altri usano le possibilità dei network.

[Foto: il logo di twitter]

A tuttoggi (mittlerweile) circa mezzo miliardo di persone si sono registrate su facebook e sono lì regolarmente attivi. Sono tanti come gli abitanti dell'Unione Europea. Tra questi utenti di facebook ci sono anche dieci milioni di tedeschi. Usano la piattaforma per comunicare con (kommunizieren, kommunizierte, kommuniziert mit) amici, postare (posten, postete, gepostet) commenti e caricare ("fare l'uploading" - hochladen, hochlud, hochgeladen) foto e video. Anche altri network sociali come twitter, youtube o xing sono amati.

Ma gli utenti dei network non sono attivi solo durante il loro tempo libero: si loggano (sich einloggen, einloggte, eingeloggt) su facebook anche durante l'orario di lavoro. Uno spreco (die Verschwendung, -en) di tempo di lavoro o addirittura (gar) un pericolo per i dati e i computer aziendali? In ogni caso (immerhin) secondo la rivista "Wirtschaftwoche", i virus si potrebbero diffondere (verbreiten, verbreitete, verbreitet) sui network sociali allo stesso modo (ebenso wie) di come accade per via email.

Per questo motivo, alcune aziende bloccano l'accesso dei loro dipendenti ai network sociali. Alcuni vietano loro addirittura completamente la navigazione personale su internet. Perché non è solo un problema di sicurezza. Le aziende non vogliono che il tempo di lavoro venga sprecato. Ma non tutti sono contrari all'uso privato di internet, come spiega Mark Nierwetberg della Deutsche Telekom: "Se qualcuno dice 'nella mia pausa di mezzogiorno mi controllerei volentieri il mio account su facebook', quelli sono affari suoi (das ist seine Sache)"

Come Deutsche Telekom si comportano (sich verhalten, verhielt, verhalten) due terzi delle aziende. Non solo supportano la collaborazione dei loro dipendenti sui network sociali, ma le aziende stesse sono attive sui network: si presentano su propri siti o gruppo. Il vantaggio (der Vorteil, -e) è che qui le aziende possono comunicare direttamente con i clienti e consumatori - e fare pubblicità per i loro prodotti.

Testo originale: Deutsche Welle Top-Thema 7 gennaio 2011

Quando nient'altro si muove

L'inverno ci tiene tutti in pugno (im Griff haben): i treni non viaggiano più regolarmente (regelmäßig), gli aeroporti vengono chiusi (sperren, sperrte, gesperrt), il nostro piano complessivo va a rotoli (ins Wanken geraten). Per molti questa è una catastrofe. Ma il caos ha anche un lato positivo.

[Foto: una persona cammina sotto una nevicata - con la neve va tutto più lentamente]

Pensiamo spesso di avere tutto sotto controllo con la nostra tecnologia moderna. E quindi voliamo a piacimento (mal eben) per un meeting a Londra, siamo organizzati al meglio e sempre raggiungibili - fin quando la natura fa uno strappo alla regola (einen Strich durch die Rechnung machen) e le più moderne tecnologie mostrano i loro limiti (an seine/ihre Grenzen stoßen [stößt, -], stieß, gestoßen).

Nell'aprile 2010 le ceneri vulcaniche islandesi hanno gettato nel caos (ins Chaos stürzen, stürzte, gestürzt) l'intera Europa. Per molti giorni migliaia di viaggiatori sono rimasti bloccati (festsitzen, festsaß, festgesessen) negli aereoporti. L'arrivo dell'inverno (der Wintereinbruch, Wintereinbrüche) o un eruzione vulcanica (der Vulkanausbruch, Vulkanausbrüche) devono sempre essere una catastrofe? "No", dice lo studioso del tempo (der Zeitforscher, -) Karlheinz Geißler. Dice: "Guardate anche solo nella pubblicità. Lì ci viene costantemente promesso che tutto va più un poco più veloce (einen Tick schneller). Ma la natura ha un altro ritmo."

Ma molti imparano ad adattarsi alla (sich arrangieren mit) natura. Chi può abbandona (stehenlassen, stehenließ, stehengelassen) la sua macchina. I viaggi che non sono essenziali vengono revocati (absagen, absagte, abgesagt). Ciò che aveva la massima priorità (Priorität haben) diventa improvvisamente poco importante - perché non è ottenibile (erreichbar). E così la riscoperta lentezza ha anche i suoi lati positivi: improvvisamente c'è più tempo per ascoltare traquillamente musica o leggersi un libro. Dovremmo goderci (genießen, genoss, genossen) questa pausa forzata (die Zwangspause, -n). Perché il tempo invernale non dura eternamente e certamente arriva il prossimo periodo stressante (die Stressphase, -n).

Testo originale: Deutsche Welle Top-Thema 31 dicembre 2010

Arte per i vicini

Nel progetto "2-3 strade" circa 80 persone hanno potuto abitare a Dortmund, Mülheim e Duisburg per un anno senza pagare l'affitto (mietfrei). Ad una condizione (die Bedingung, -en): avrebbero dovuto cambiare in meglio i quartieri a rischio (das Problemviertel, -) in cui vivevano, per mezzo di installazioni artistiche (die Kunstaktion, –en).

[Foto: piazza Borsig a Dortmund - Cultura per i quartieri a rischio nell'area della Ruhr]

Il progetto è incluso tra (zählen, zählte, gezählt zu) gli eventi (die Veranstaltung, -en) di RUHR.2010 capitale della cultura. I partecipanti al progetto hanno cercato di attirare (locken, lockte, gelockt) e tenere assieme (zusammenbringen, zusammenbrachte, zusammengebracht) il vicinato (die Nachbarschaft, -en) per mezzo di piccole installazioni artistiche. In cambio (dafür) hanno potuto abitare per un anno senza pagare l'affitto in alcune case nel nord di Dortmund, una zona problematica (der sozialer Brennpunkt) nell'area della Ruhr.

L'ideatore (der Initiator, -en) del progetto è l'artista tedesco Jochen Gerz. Gli artisti che hanno partecipato sono stati, ad esempio, studenti come Ralf Orendi, con la loro installazione "teatro da soggiorno": invece di un palcoscenico, questi attori amatoriali (der Laiendarsteller, -) si esibivano nel soggiorno dei vicini (der Anwohner, -).

Una vicina è dell'opinione che il progetto è rilevante (bemerkbar) nella quotidianità a livello interpersonale (auf zwischenmenschlicher Ebene): nel 2010 si è preoccupata meno quando il suo piccolo giocava da solo in cortile. Sia feste di strada sia un negozio di biciclette per bambini - improvvisamente (plötzlich) erano sempre persone che lei conosceva. Con alcuni vicini ha avuto improvvisamente (auf einmal) un contatto molto più intenso che in precedenza.

La visibilità sui media (der Medienrummel _) del progetto è stata grande, soprattutto all'inizio. Alcuni si aspettavano che il progetto artistico avrebbe completamente rivoluzionato (umkrempeln, krempelte um, umgekrempelt) il quartiere a rischio. Un desiderio un po' irrealistico, trovavano altri. Ma i partecipanti sono convinti del (überzeugt von) successo del loro lavoro e vorrebbero mettere in pratica (in die Tat umsetzen) altri progetti.

Testo originale: Deutsche Welle Top-Thema 24 dicembre 2010

Lettere a Gesù Bambino

"Caro Gesù Bambino (das Christkind _)", così inizia la lista dei desideri (der Wunschzettel _) di molti bambini. Molte famiglie mantengono (pflegen, pflegte, gepflegt) questa tradizione natalizia. Le liste dei desideri (die Wunschliste, -n) del passato e di oggi svelano (verraten [verrätst, verrät], verriet, verraten) molto sulla vita di diverse generazioni.

[Foto: Una letterina scritta a mano. Nella parola "Fotoapparat" manca una p. Gesù Bambino lascia correre (hinwegsehen, hinwegsah, hinweggesehen über) gli errori di scrittura (der Rechtschreibfehler, -)?]

In una lista dei desideri del Natale del 1899 una ragazza desidera un "tubetto di dentifricio (die Zahnpastatube, -n) Calodont". Il dentifricio in tubetti era alla fine del diciannovesimo secolo qualcosa di molto moderno e anche per una ragazzina qualcosa di desiderabile (begehrenswert). Questa e altre letterine possono essere viste in una mostra (die Ausstellung, -en) natalizia nel museo d'arte di Dortmund.

Altri bambini desiderano un giocattolo, un cappello (die Mütze, -n), libri di scuola o che la madre stia finalmente bene. In una lista dei desideri dei nostri giorni un ragazzino ha ritagliato (ausschneiden, ausschnitt, ausgeschnitten) svariate immagini con i prezzi da cataloghi. Non c'è altro testo all'infuori del titolo, che però scritta in bella calligrafia (die Schönschrift _): "Letterina per Natale".

Non sempre i regali sono stati sotto l'albero di Natale alla vigilia (der Heiligabend, -e). La tradizione dello scambio dei regali (die Bescherung, -en) è iniziata alla fine del diciannovesimo secolo. La storica Isolde Parussel spiega: "La mutazione del Natale in una festa dei regali (zusammenhängen, zusammenhing, zusammengehangen mit) è naturalmente anche una conseguenza (im Zuge von) dell'industrializzazione che ha portato a comprare più regali e giochi". E così l'industria offre ad esempio anche formulari (der Vordruck, -e) da cui si possono semplicemente spuntare (ankreuzen, ankreuzte, angekreuzt) i prodotti di una ditta.

Mentre in molte famiglie è Gesù Bambino a portare i regali, in altre Babbo Natale (der Weihnachtsmann, Weihnachtsmänner) arriva dal camino. Ai tempi, come oggi, i bambini devono poter rispondere con un "sì" alla stessa domanda, in modo da trovare effettivamente (tatsächlich) le cose desiderate sul tavolo dei regali (der Gabentisch, -e), ovvero: "Sei stato sempre buono?"

Testo originale: Deutsche Welle Top-Thema 24 dicembre 2010

Wutbürger – la parola dell'anno 2010

La parola dell'anno per il 2010 è "Wutbürger". Mostra (zum Ausdruck bringen) la rabbia (der Ärger _) delle persone sul fatto che i politici prendono decisioni (eine Entscheidung treffen) senza considerare (berücksichtigen, berücksichtigte, berücksichtigt) l'opinione della popolazione.

[Foto: una donna viene portata via da due poliziotti - i "Wutbürger" vogliono compartecipare alle decisioni (mitentscheiden, mitentschied, mitentschieden)]

Ogni anno l'associazione per la lingua tedesca vota una parola che incontra lo spirito del tempo (den Nerv der Zeit treffen). La motivazione per la scelta della parola "Wutbürger" è: "La parola documenta il grande interesse (das Bedürfnis, -se) di cittadine e cittadini che va oltre (hinaus) al voto elettorale (die Wahlentscheidung, –en) per il diritto a partecipare alla discussione (das Mitspracherecht, -e) su importanti progetti sociali e politici". In breve: le persone si arrabbiano se i politici prendono decisioni sopra le loro teste (über Kopf hinweg).

Per la scelta sono state raccolte per prima cosa circa 2000 parole e frasi (die Wendung, -en). Da questi (hieraus) la giuria ha scelto dieci parole. In una nota (die Mitteilung, -en) sottolinea che la parola deve essere rappresentativa per l'anno passato (die Jahresrückblick, -e). Anche la parola al secondo posto mostra rabbia verso le decisioni che prendono quelli al potere (die da oben): "Stuttgart 21". Così si chiama il progetto della progettata nuova stazione di Stoccarda, contro cui c'è stata una grande protesta. Altre parole tra le prime dieci sono state "Wikileaks", "Aschewolke", e "Vuvuzela".

Il sito internet Wikileaks è diventato famoso in tutto il mondo per aver pubblicato su internet documenti segreti. La nuvola di ceneri (die Aschewolke, -n) di un vulcano islandese ha portato alla paralisi (zum Erliegen bringen) del traffico aereo nella primavera 2010 in tutta Europa. La trombetta (die Tröte, -n) di plastica vuvuzela ha accompagnato (begleiten, begleitete, begleitet) l'ultimo campionato mondiale di calcio in Sudafrica. Allo stesso modo di "Wutbürger" tutte queste parole hanno mostrato fenomeni che hanno marcato (mitprägen, mitprägte, mitgeprägt) il 2010 in Germania.

Testo originale: Deutsche Welle Top-Thema 21 dicembre 2010

Il gran cuore di Shakira

Quando Shakira non è sulle scena, viaggia per la Colombia, suo Paese natale. Visita scuole che sono state costruite grazie a lei - per mostrare ai bambini una via d'uscita dalla povertà. Le persone la amano per quello.

[Foto: Shakira sorride in piedi di fronte a un gruppo di scolari - tutti amano Shakira]

Fa un caldo estremo (brütend heiß). La popstar Shakira è in un aula di una scuola nella provincia di Choco, circondata da (umgeben, umgab, umgeben von) bambini. Visita spesso le scuole che la sua fondazione (die Stiftung, -en) "Pies descalzos" ha costruito. Qui Shakira vorrebbe mostrare ai bambini una via di uscita dalla povertà - per mezzo dell'istruzione.

In zone come gli slum di Bogotà, nella sua città natale di Barranquilla o nella provincia estremamente povera (bettelarm) di Choco, lo Stato ha da molto tempo lasciato il campo (abmelden, abmeldete, abgemeldet). Choco è una zona che scotta (das gefährliche Pflaster, -). Qui, molto lontano (weit weg) da Bogotà, la capitale colombiana, infuria (toben, tobte, getobt) la guerra per la droga, e la popolazione ne soffre. Ma il resto del Paese chiude gli occhi di fronte a (die Augen verschließen vor) questa spiacevole verità.

"Io ho avuto molta fortuna nella mia vita. Mi sono ripromessa (schwören, schwor, geschworen) di fare qualcosa per questo", motiva il suo impegno. Per questo motivo (deswegen) ha costruito là scuole, dove lo Stato ha abbandonato (aufgeben [gibst, gibt], aufgab, aufgegeben) da lungo tempo la speranza. A oggi più di 10.000 bambini colombiani hanno frequentato le scuole finanziate da Shakira. E diventeranno ancora di più.

Da molto tempo Shakira è diventata in America Latina quasi un'avvocato (der Anwalt, Anwälte / die Anwältin, -nen) dei poveri. Le persone non sono semplici fan - la venerano (verehren, verehrte, verehrt) come una dea. Ha un grande successo e contatti in tutto il mondo, che piacerebbero a molti capi di governo e di Stato. E usa questi poteri (die Stärke, -n) per fare del bene. Dice: "Voglio fare ancora musica e costruire ancora molte scuole".

Testo originale: Deutsche Welle Top-Thema 14 dicembre 2010

Una assicurazione contro il terrore

Protezione dal terrore - questo offre la compagnia assicurativa Extremus. La paura di attacchi (der Anschlag, Anschläge) terroristici ha fatto crescere negli ultimi anni il numero dei clienti. In caso di un attacco Extremus paga fino a due miliardi di euro.

Ein Turm des World Trade Centers in New York stürzt in sich zusammen, nachdem er von einer Passagiermaschine getroffen worden ist.
[Foto: una torre del World Trade Center a New York collassa (zusammenstürzen, zusammenstürzte, zusammengestürzt) dopo che è stato colpito da aeroplano passeggeri - quanto è alto il rischio?]

I clienti dell'assicurazione sul terrorismo sono gruppi industriali e automobilistici, società immobiliari, banche, assicurazioni, così come quasi tutte le compagnie aeree tedesche. Sono state stipulate (abschließen, abschloss, abgeschlossen) assicurazioni con Extremus anche per grandi eventi come il campionato mondiale di calcio in Germania. Così, ad esempio, sono stati assicurati tutti gli stadi in Germania contro possibili attacchi terroristici.

Fino agli attentati del 11 settembre 2001 i rischi collegati ad atti di terrorismo verso industrie o compagnie aeree erano inclusi (enthalten [enthältst, enthält], enthielt, enthalten) nelle normali assicurazioni. Ma con l'attentato alle torri gemelle diventò chiaro (klar werden, klar wurde, klar geworden) alle assicurazioni che il rischio è troppo grosso, perché coinvolge cifre molto alte.

Da allora il terrorismo non è più coperto da normali assicurazioni. In Germania si dovette creare una nuova specifica assicurazione contro gli attacchi terroristici. Dirk Harbrücker di Extremus spiega che le conseguenze di una guerra o derivanti dall'energia nucleare non sono coperte. Dice: "non si può stimare (ermessen [ermisst, -], ermaß, ermessen) quanto a lungo possa durare una contaminazione (die Verseuchung, -en) atomica".

I premi assicurativi sono naturalmente alti. I clienti devono pagare un premio annuale tra i 3000 euro e gli svariati milioni - a seconda (je nachdem) del valore dell'oggetto assicurato (versichernd). Extremus ha incassato (einnehmen [nimmst, nimmt], einnahm, eingenommen) nel 2010 qualcosa come 52 milioni di euro. Ma in caso di danno assicurativo il cliente ottiene dall'assicurazione un massimo di due miliardi di euro. Al netto di quanto viene pagato allo Stato.

Testo originale: Deutsche Welle Top-Thema 7 dicembre 2010

Scena del delitto Germania

Nel 1970 è stata trasmessa la prima "Scena del delitto (det Tatort, -e)" alla televisione tedesca. Da allota tutte le settimane c'è stato un nuovo episodio, che viene visto da milioni di spettatori. Così "Tatort" è la serie gialla di maggior successo in Germania.

[Foto: guardare Tatort - per molti tedeschi un rituale]

Per molto tempo ci sono state da vedere alla televisione tedesca quasi solo serie gialle provenienti dagli USA. Nel 1970 il redattore Gunther Witte ebbe un idea: inventò (erfinden, erfand, erfunden) una nuova serie gialla i cui episodi erano ambientati in diverse regioni tedesche. Il nome della serie: Tatort. Già il primo episodio "Taxi per Lipsia (Leipzig)", che andò in onda nel novembre 1970, fu un caso criminale tra le due Germanie (deutsch-deutsch), una storia con riferimenti al tempo (der Zeitbezug, Zeitbezüge) corrente.

Più di 100 diversi commissari hanno investigato (ermitteln, ermittelte, ermittelt) da allora nella serie. Mentre prima perseguivano i delinquenti da soli (auf eigene Faust), sono oggi solitamente parte di un team - come nella vita reale. Dal 1978 ci sono anche donne che perseguono criminali. Anche se all'inizio ci sono state critiche nei confronti delle donne commissiario, il pubblico ci si è abituato nel corso del tempo. Soprattutto il pubblico femminile è stato affascinato dalle prime commissarie. Perché risolvevano i loro casi con più sentimento dei loro colleghi maschi.

Ad oggi, il più famoso commissario di Tatort è Horst Schimanski: questo poliziotto spesso di cattivo umore, intepretato da Götz George, è in Germania un culto dagli anni 80. Di culto è anche la sigla (der Vorspann, -e) della serie, che da decenni cambia minimamente: un uomo ogni domenica corre per salvarsi la vita accompagnato dalla nota musica dei titoli di testa.

Ai tempi, come oggi, si trattano in Tatort anche temi di attualità sociale e politica. Dunque la serie è quasi una documentazione sulla storia tedesca - con un fattore di divertimento. Guardare Tatort alla domenica è per molti degli spettatori, tra i sei e i dieci milioni, un rituale. Nelle grandi città i fan si trovano a casa o al bar per divertirsi in compagnia (mitfiebern, mitfieberte, mitgefiebert) dei team di investigazione. Una domenica senza Tatort: per molti è inimmaginabile.

Testo originale: Deutsche Welle Top-Thema 30 novembre 2010

Alì fino in fondo

Günter Wallraff non è un normale (gewöhnlich) giornalista: per il suo lavoro impersona altri ruoli (in eine Rolle schlüpfen, schlüpfte, geschlüpft). Nel ruolo del lavoratore immigrato temporaneamente (der Gastarbeiter, –) Ali, ad esempio, ha portato all'attenzione (aufmerksam machen auf) il problema degli immigrati in Germania.

[Foto: Günter Wallraff senza travestimenti]

Il lavoro di una vita (die Lebensaufgabe, -n) dello scrittore e giornalista Günter Wallraff è di rendere consapevoli dei problemi (der Missstand, Missstände) nella società. Per raggiungere questo obiettivo, indaga in incognito. Travestendosi da lavoratore immigrato turco o da rifugiato africano - Wallraft sperimenta come ci si trova ad essere discriminato in Germania in quanto straniero.

Nel marzo 1983 Wallraff lavora per la prima volta sotto il faso nome di "Ali": tra l'altro lava (wischen, wischte, gewischt) i baci da McDonald's e rivela (aufdecken, aufdeckte, aufgedeckt) le catastrofiche condizioni igeniche. Dal colosso dell'acciaio Thyssen viene trattato, assieme ai suoi colleghi stranieri, come un forzato - il duro lavoro (die Schwerstarbeit, -e) fisico fa perfino ammalare Wallraff. Nella Germania degli anni 80, tali lavori violano (verstoßen [verstößt, –], verstieß, verstoßen) i diritti dei lavoratori e degli uomini - ma questo non interessa a nessuno.

Wallraff recita per due anni il ruolo dell'immigrato Ali - e successivamente scrive le sue esperienze in un libro dal titolo "Fino in fondo (ganz unten)". Nel 1985 il libro ha un grosso impatto (wie eine Bombe einschlagen). Molte grandi aziende fanno causa (klagen, klagte, geklagt) a Wallraff. Ma le cause hanno l'effetto opposto (nach hinten losgehen): Wallraff vince quasi tutti i processi - e alla fine la politica reagisce. Non solo vengono fatte cessare (abschaffen, abschaffte, abgeschafft) le condizioni inumane alla Thyssen, ma anche i diritti dei lavoratori vengono da allora controllati più regolarmente.

Günter Wallraff si è già calato in molti ruoli: tra gli altri ha lavorato in un panificio industriale e ha viaggiato (reisen, reiste, gereist) come africano per la Germania. Nel far ciò ha scoperto che le persone di pelle scura sono ancora trattati come stranieri. Naturalmente Wallraff non rivela (verraten (verrätst, verrät), verriet, verraten) qual'è il prossimo ruolo in cui si cala. Ma è sicuro che ci sono ancora molti problemi che devono essere svelati.

[Foto: Günter Wallraff africano]

Testo originale: Deutsche Welle Top-Thema 26 novembre 2010

Il giorno fatale della Germania

Il nove novembre 1989 cadde (fallen [fällst, fällt], fiel, gefallen) il Muro di Berlino. Eppure il 9 novembre, che è considerato uno dei giorni più importanti nella storia tedesca, ricorda (erinnern, erinnerte, erinnert an) anche l'orrore (das Schreckliches) - i crimini (das Verbrechen, -) del nazismo.

[Foto: persone sul Muro di Berlino - il 9 novembre è noto soprattutto per la caduta del Muro]

La caduta del muro di Berlino è stato un evento che, il 9 novembre 1989, ha cambiato il mondo. Un anno dopo Germania orientale e occidentale si sarebbero nuovamente unite (wiedervereinigt) dopo 41 anni di separazione. Con la scomparsa della seconda dittatura sul territorio tedesco, con la fine della DDR (RDT - Repubblica Democratica Tedesca), si concluse il conflitto tra oriente e occidente. Ma il 9 novembre 1989 non fu solo un giorno fatale (schicksalhaft) per la Germania e l'Europa: nella storia tedesca il 9 novembre è stato già più volte una data importante.

Nel 1918, il socialdemocratico Philipp Scheidemann proclamò (ausrufen, ausrief, ausgerufen) da un balcone del Reichstag di Berlino la Repubblica di Weimar. In questo modo (hiermit) venne terminata la monarchia del kaiser Guglielmo II. Ma il percorso della giovane democrazia in Germania fu difficile: il 9 novembre 1923 i nazisti marciarono a Monaco verso la Loggia dei Marescialli (die Feldherrnhalle). Il capo era Adolf Hitler, che dieci anni dopo prese (übernehmen [nimmst, nimmt], übernahm, übernommen) il potere (die Macht, Mächte) in Germania e fece precipitare il mondo nella sua più grande catastrofe (in eine Katastrophe stürzen, stürzte, gestürzt): la seconda guerra mondiale.

Dal 1933 gli ebrei vennero sempre più spossessati dei propri diritti (entrechten, entrechtete, entrechtet), fino a venire sistematicamente eliminati (vernichten, vernichtete, vernichtet). Proprio all'inizio della seconda guerra mondiale nel reich tedesco, il 9 novembre 1938, le sinagoghe bruciarono. In questo pogrom vennero uccisi centinaia di ebrei, circa 30.000 vennero deportati (verschleppen, verschleppte, verschleppt) nei campi di concentramento. Il 9 novembre 1938 è nella lista dei giorni fatali come il giorno più orribile. Una più grossa differenza con il 9 novembre 1989, il giorno della caduta del Muro, è difficilmente immaginabile.

Testo originale: Deutsche Welle Top-Thema 12 novembre 2010

Sempre più malattie croniche

Le malattie del benessere (die Zivilisationskrankheit, -en) come malattie (die Erkrankung, -en) del cuore o il diabete sono per i medici e per gli scienziati la maggiore sfida (die Herausforderung, -en) del futuro - non solo nei Paesi ricchi.

[Foto: un uomo morde (beißen, [beißt, –], biss, gebissen) un hamburger - malattie croniche a causa di cibi non sani]

Le malattie croniche hanno sopravanzato (ablösen, ablöste, abgelöst) le malattie infettive (die Infektionskrankheit, -en) come causa di morte (die Todesursache, –n) più frequente. Escludendo (außer) l'Africa, oggi nel mondo muoiono più persone di malattie come il diabete che di AIDS o malattie simili. Questa evoluzione è la conseguenza di uno stile di vita malsano, che si è diffuso (sich ausbreiten, ausbreitete, ausgebreitet) dall'Europa e dagli USA anche in altre regioni del mondo.

Cibo troppo salato (salzig), dolce, grasso, troppo poco movimento: le malattie croniche per lungo tempo sono state considerate come malattie del benessere (die Wohlstandskrankheit, -en) dei Paesi occidentali industrializzati. Ma anche in Africa i generi alimentari prodotti industrialmente sostituiscono (ersetzen, ersetze, ersetzt) i piatti tradizionali. Pekka Puska, presidente della World Heart Federation, dubita (zweifeln, zweifelte, gezweifelt) che le malattie croniche e il benessere siano correlati (zusammengehören, zusammengehörte, zusammengehört). Dato che anche in Europa si trovano persone con malattie del benessere soprattutto nelle fasce più povere.

L'80% di tutte le persone che muoiono oggi di malattie croniche vengono da Paesi dove i redditi variano dal poco al medio. Ma oltre al diabete e alle malattie cardiache c'è un altro gruppo di malattie croniche, che fino ad oggi (bislang) sono state sottostimate: le malattie mentali (die psychische Krankheit, -en). Ad esempio (beispielsweise) in tutto il mondo circa 150 milioni di persone soffrono di depressione. Molte malattie psichiche sono inoltre la causa di ulteriori malattie.

Alcune malattie del benessere potrebbero essere evitate (vermeiden, vermied, vermieden) per mezzo della prevenzione (die Prävention, -en). Lo studioso Peter Piot chiede che il problema sia risolto velocemente, perché, ad esempio, in Europa sono molti giovani già sovrappeso (übergewichtig). Suggerisce: "Bisogna dare degli incentivi (der Anreiz, -e),ad esempio pensare ad una tassa per cibi non sani, come esiste per l'alcol o il tabacco."

Testo originale: Deutsche Welle Top-Thema 9 novembre 2010

Il ritorno della barba

Gli uomini veri portano la barba (einen Bart tragen), dicono alcuni. La barba è spregevole, sostengono altri. Sia barba completa (der Vollbart, Vollbärte) che baffi (der Schnurrbart, Schnurrbärte) si vedono sempre più spesso in Germania giovani che portano la barba.

Per molto tempo (lange Zeit) i baffi sono stati ritenuti fuori moda (stillos) e vecchio stile (altmodisch). Ma adesso sono tornati alla moda: quello che ieri era out, oggi è di nuovo in. Le barbe sono di nuovo per le strade tedesche - soprattutto per i giovani sotto i 30 anni. Non è una sorpresa: quando star di Hollywood come Brad Pitt o Leonardo Di Caprio si mostrano in pubblico con una barba, questo ha un effetto anche in Germania.

Gunnar Hämmerle fotografa per il suo blog di moda persone alla moda. È costantemente in viaggio nelle metropoli del mondo e osserva: "La barba sta conoscendo un ritorno." Secondo Hämmerle i tempi della rasatura completa (die Glattrasur, -en) sono passati. Anche lui stesso porta una barba completa. Ritiene che in questo modo lui sembri più anziano e più serio. Per lui la barba è "Parte dell'essere uomo".

Anche Willi Preuß non apprezza molto (nicht viel halten) la rasatura. Questo cinquantadueenne è il presidente della federazione tedesca dei club della barba. Da anni organizza il campionato (die Meisterschaft, -en) della barba, in patria e all'estero. Partecipano alle competizioni anche sempre più giovani, principalmente nella categoria "pizzetto (der Kinnbart)" e "favoriti (der Backenbart)". Porta la sua barba come dimostrazione (aus Überzeugung): "Perché è ben accettata (gut ankommt) dal mondo femminile. Naturalmente è necessario che sia pulita e curata (pflegen, pflegte, gepflegt)."

Il taglio dei capelli (die Frisur, -en) e la barba possono essere usati per cambiare la forma del visto. Secondo l'acconciatrice Carine Bartholomé i baffi stanno bene solo su facce sottili (schmal). La barba di tre giorni (der Dreitagebart) e quella completa, al contrario, rendono le facce tonde più lunghe. In ogni caso (jedenfalls) il fotografo Gunnar Hämmerle supporta il nuovo trend: "Mi farebbe piacere se la gente in Germania fosse più audace per lo stile e la moda. Per sperimentare con l'aspetto, può anche aiutare a conoscere meglio sé stessi."

Testo originale: Deutsche Welle Top-Thema 5 novembre 2010